Maran cancella le scritte da 23 opere Il Pdl: «Noi facevamo pulire i writer»

I lavori sono partiti ieri dalla Colonna del Leone di fronte alla Chiesa di San Babila. Spugna e gel biodegradabile cancelleranno le scritte dal monumento a Pinocchio in corso Indipendenza, la statua di Giuseppe Colombo in piazza Leonardo Da Vinci, fino ai muri del Lido, le Poste di piazza Cordusio o l’Inps di piazza Missori. L’assessore all’Ambiente Piefrancesco Maran ha dato personalmente (con la spugna in mano) il via da San Babila all’operazione - che durerà due settimane - per ripulire da tag e graffiti 23 opere in carico al Comune, tra statue, caselli dazieri, edifici monumentali o in carico a Milanosport e stazioni. «Cancelleremo le scritte dai monumenti segnalati dai cittadini nelle ultime settimane» spiega Maran, che ha ricevuto un vero e proprio dossier dai residenti. Imbrattare «è un atto incivile e costringe l’amministrazione a spendere ogni anno denaro pubblico che potrebbe essere impiegato diversamente», ha spiegato Maran che ha scritto ad alcuni enti e società di collaborare nella pulizia di monumenti di loro competenza. Come la stazione Centrale (Grandi Stazioni) o Cadorna (in capo alle Ferrovie Nord), le Poste. Dopo la pulizia le opere saranno trattate con una sostanza protettiva anti-scritte a base di acqua.
Un annuncio che ha sollevato la polemica del consigliere Pdl Riccardo De Corato, che da vicesindaco e assessore alla Sicurezza fino a sei mesi fa ha condotto una crociata anti-writers, avvalendosi anche dello strumento dell’ordinanza firmata dall’ex sindaco Letizia Moratti. E risponde all’iniziativa lanciata da Maran con una delle più celebri battute di Totò, «ma mi faccia il piacere». Gli ricorda che «la precedente amministrazione di centrodestra, in maniera molto più educativa, faceva pulire i muri sporcati dagli stessi imbrattatori, che venivano presi in flagranza, denunciati e portati a processo davanti ai giudici. Si era costituito un pool in procura contro i reati contro il patrimonio pubblico». Non si hanno più notizie, sottolinea, dell’attività «del nucleo della polizia locale che aveva come compito proprio quello di prendere in flagranza i teppisti dei muri in città. E in quanti processi il Comune si è costituito parte civile nei processi negli ultimi sei mesi?».