Marassi, gli zingari vincono la sfida contro il Comune

Annunci e allontanamenti, ma i camper sono sempre sul piazzale dello stadio

(...) di quella estrema. Il pugno di ferro contro gli zingari era stato salutato come una vera svolta da parte dell’amministrazione comunale. Il tempo, molto breve per la verità, ha dimostrato che era una carezza in pugno di ferro. Un semplice invito a spostarsi un attimo per non rovinare l’effetto dell’annuncio. La fotografia di un piazzale uguale uguale a quello di due settimane fa è tornata a essere quotidiana. I camper, con tanto di fili stesi per il bucato, sono di nuovo lì. Davanti allo stadio, davanti alle carceri, davanti alle case e ai negozi.
La carezza data col pugno di ferro ai nomadi era persino evidente domenica scorsa. Il giorno della grande paura, quando Genova aveva mobilitato tutte le forze dell’ordine disponibili per tenere lontano dal Ferraris ogni tifoso milanista, presunto ultrà o tipiedo sportivo che fosse, non c’era un solo vigile urbano che vedesse i camper parcheggiati trenta o quaranta metri più in là, subito a ridosso del nuovo mercato rionale, in attesa che finisse la partita e che Marassi tornasse un parcheggio disponibile e occupabile? I loro proprietari erano lì, nelle vicinanze, con i bambini in braccio e con l’occhio sempre fisso sull’orologio per aspettare il momento del ritorno a «casa».
Domani ci sarà ancora una partita e il Comune dovrà chiedere ancora per cortesia ai nomadi di spostarsi per qualche ora. Una scelta precisa, quella di arrecare solo un disturbo temporaneo agli zingari? La buona fede degli amministratori genovesi non può essere messa in discussione, non si può fare il processo alle buone intenzioni. Ma allora resta l’unica alternativa possibile. E cioè che la nuova stagione, più in là delle buone intenzioni, pur sincere, non sappia andare. Non sappia cioè trovare il modo di tenere definitivamente lontani i nomadi da Marassi come da qualsiasi altra area occupata abusivamente in altre zone della città. Non sappia cioè fare quello che dice di voler fare.
Come sempre, oltre alla scelta sul tipo di responsabilità, l’amministrazione ha la possibilità di dimostrare la validità del suo operato e di smentire ogni valutazione negativa nei suoi confronti. Con la differenza che ormai, sul caso nomadi, deve farlo non più a parole, ma con i fatti. Lunedì o martedì, dopo le due partite della Samp a Marassi, i camper non dovranno essere ancora nel piazzale, in attesa di sfruttare anche la sosta del campionato per la Nazionale.