La Maratona dles Dolomites si conferma la regina delle gf

È confermato: la Maratona dles Dolomites è la regina indiscussa del circuito delle granfondo. Certamente nelle Top Five, probabilmente non la prima in termini di partecipazione (è una bella gara con la 9 Colli...), ma assolutamente al vertice come fascino. Domenica scorsa è stata onorata da ben ottomilacinquecento atleti che hanno fatto della Val Badia il regno della bicicletta in compagnia di campionissimi come l’inossidabile Moser, Fondriest, Bugno e Gotti (3 titoli mondiali e tre giri d’Italia nel carnet), Maria Canins (una leggenda del ciclismo italiano) e quella Dorina Vaccaroni che dall’Olimpiade vinta (nel fioretto) è passata ai Giri e alle Granfondo (raccogliendo notevoli soddisfazioni). In corsa, tra l’altro, c’erano anche altri fuoriclasse, della finanza e dell’ economia italiana, come Pietro Ferrero e Carlo Pesenti, Mauro Benetton, Paolo Barilla e Matteo Marzotto. A testimonianza che la bici oggi non è più solo passione ma fenomeno d’aggregazione. Una realtà spesso dimenticata in questi giorni di tensione e che occorrerebbe non solo ritrovare ma far crescere. Sport come movimento verso un mondo e un modo di intendere la vita più sano, rilassante, gratificante.
All’appuntamento dell’ anno, organizzato come sempre impeccabilmente da Michil Costa, avrebbero voluto partecipare oltre ventimila appassionati, provenienti da parecchi continenti. Non era possibile, la selezione è stata impietosa, «solo» ottomilacinquento quindi i campioni al via. Campioni perché quando devi scollinare il Campolongo, il Pordoi ( la cima Coppi con i suoi 2249 metri), il Sella, il Gardena, il Campolongo di nuovo, il Falzarego e il Valparola per un totale di 147 chilometri non si può essere che campioni. Campioni in senso morale.
I nostri campioni fanno parte del Mib Racing Team, sponsorizzato da Duered e 3M salute. Tutti over 40, fior di professionisti che ogni domenica si lanciano in grandi pedalate in mezza Italia, ma ogni anno in particolare dedicano alla Maratona qualche giorno e qualche chilo, una montagna di fatica, litri di sudore ricevendone una soddisfazione che va ben oltre il traguardo. La sfida con se stessi è vinta, quella con l’età e il percorso anche, quella con la tavola pure. Perché, e qui sta il bello della sfida, già quindici giorni prima inizia la preparazione: mangiare il giusto, vino dimenticato, sonno ristoratore sempre. Insomma, una marcia d’avvicinamento da (quasi) prof perché la Maratona è la Maratona. E da venerdì a domenica non c’è impegno che tenga. L’ albergo è stato prenotato da tempo a Corvara, il programma fissato: venerdì arrivo, sabato ultima sgambata, domenica gara. 147 chilometri su e giù per le montagne incastonati in un panorama che non ha uguali. Una goduria per il fisico, lo spirito e l’occhio. E alla sera, dopo la gara, una gran magnata ovviamente. Il risultato ? La squadra si è piazzata novantunesima su centosessanta al via. Bravi, nulla da dire.