Maratona oratoria in difesa di Israele Politici e vip sul palco per 5 minuti a testa

RomaGoverno e opposizione, artisti che simpatizzano per tutti gli schieramenti politici. Seduti nella stessa sala, l’elegante tempio di Adriano a Roma, Mara Carfagna, Piero Fassino, Francesco Rutelli, Luca Barbareschi, Gianni Alemanno per citarne alcuni. Un’iniziativa insolitamente trasversale che ha unito sotto il segno di Israele. Per ristabilire «la verità», per proporre «non una piattaforma politica, ma morale», come ha scritto la deputata organizzatrice dell’evento, la giornalista Fiamma Nirenstein (Pdl): contro i «pregiudizi», contro una «rete di falsificazione che ha avvolto lo Stato di Israele fino a rendere letteralmente impossibile l’informazione e il giudizio». Una maratona di «big» della politica, della letteratura e della scienza che ha portato a Roma l’ex primo ministro spagnolo Josè Maria Aznar, ma che ha ricevuto anche i videomessaggi del presidente israeliano e del primo ministro, Perez e Netanyahu. Interventi brevissimi: Mieli, Carfagna, Fassino, si parte così. Cinque minuti a testa. Non grandi discorsi ma poche parole, spesso intense, come quelle di Farid Ghadry, dissidente siriano in esilio.
Il carattere europeo e bipartisan è stato il tratto della manifestazione: nel pubblico Vittorio Sgarbi, Barbara Palombelli (Francesco Rutelli è stato uno degli oratori), Giovanna Melandri, e poi molti giornalisti, da Alain Elkann a Furio Colombo. Critiche dalla Cgil: «Chi aderisce a questa iniziativa pensa che Israele sia l’unica vittima?». In realtà l’evento del Tempio di Adriano dimostra come, almeno in politica estera, le linee politiche degli schieramenti siano molto più vicine che nel passato: nel suo intervento Piero Fassino ha criticato «l’attuale politica del governo israeliano», ma ha chiarito che le «critiche legittime» non possono mai scadere nelle «delegittimazioni secondo stereotipi manichei».
Da Roma solidarietà e anche un messaggio di pace: di pace ha parlato Fiamma Nirenstein nel suo intervento che ha commosso il pubblico: Israele è il Paese contro il quale sono rivolte «l’80% delle inchieste all’Onu», ma è anche il luogo dove «le donne arabe partoriscono accanto a quelle ebree». La comunità ebraica di Roma, con bandiere e sciarpe biancoblu si è ritrovata a piazza di Pietra, fuori dal Tempio, e ha assistito alla maratona oratoria attraverso il maxischermo. Di pace ha parlato anche Silvio Berlusconi nel messaggio inviato agli organizzatori: «Come tutti gli uomini di buona volontà, confido che il negoziato diretto, ripreso da poco, sia finalmente coronato da successo e apra una prospettiva di sviluppo e di benessere nella pace per i nostri amici israeliani e per tutti i popolo del Medio Oriente».
Poi i messaggi scritti di Schifani («Dobbiamo gettare ponti per un futuro di pace vera»), di Fini («Israele avamposto di democrazia in Medio Oriente»), e quello video dello scrittore Roberto Saviano. Testimonianze di solidarietà anche da Walter Veltroni e dal ministro finiano delle politiche comunitarie Andrea Ronchi.
«Parlo nel mio coraggioso italiano», ha esordito Aznar, ora presidente dell’associazione «Friends of Israel», precisando che Israele è «un Paese occidentale in Medio Oriente» e che con l’Europa «condivide le stesse radici». Subito dopo ecco sul palco il ministro degli Esteri Franco Frattini, che ha rivendicato la difesa di Israele da parte dell’Italia «quando l’ennesima inchiesta contro Israele era in corso alle Nazioni Unite». C’è ancora un «antisemitismo serpeggiante in Europa e anche in Italia» che occorre arginare. E quindi l’impegno a continuare a chiedere «agli amici di Israele di fare tutto quello che è necessario» per arrivare alla pace «ma anche ai Paesi arabi quegli impegni di dimostrare che non danno ospitalità a coloro che vanno in giro per il mondo a sostenere che gli israeliani debbano essere uccisi».