«Maratona, quest’anno gara in centro senza auto»

Maurizio Acerbi

Oltre che uno degli allenatori più famosi e bravi al mondo, con l’invidiabile dote di aver scoperto molti dei talenti (soprattutto keniani) diventati maratoneti di grido, il dottor Gabriele Rosa è anche il patron della Rosa Associati che con Rcs Sport S.p.A forma quel Consorzio Milano Marathon organizzatore di una Milano City Marathon che si misurerà, il prossimo 8 ottobre, con una città che fa fatica a digerirla. Cosa fare, allora, per far sì che una metropoli così altezzosa si innamori della sua maratona?
«Abbiamo puntato - spiega il prof. Rosa -, a fare adeguata informazione anche per richiamare pubblico sulle strade che possa incitare i podisti in gara. Ci siamo impegnati, inoltre, a tenere il traffico delle auto non a contatto diretto con chi corre, prevedendo deviazioni tempestive e limitando al minimo indispensabile gli incroci dove occorrerà aspettare il passaggio dei maratoneti».
Grosse novità rispetto all’anno scorso: «La gara si svolgerà interamente all’interno della città perché l’esperimento di Assago ci ha creato dei problemi con il traffico. Milano, poi, ha un percorso praticamente piatto, ideale per consentire all’amatore di ritoccare il proprio personale. Non a caso, puntiamo molto sul messaggio di venire a correre nella città più veloce d’Italia, dove qualche anno fa venne stabilito il record della mezza, poi battuto, di 59’17”».
Per suggellare il patto di amicizia con la corsa, non mancheranno le presenze istituzionali: «Il nuovo sindaco, Letizia Moratti, ci ha promesso che parteciperà alla conferenza stampa di presentazione. Una decisione importante perché è la prima volta che accade nella storia di questa competizione. Le istituzioni devono capire che la maratona ha una importanza strategica per la città che la ospita. Non a caso, tutte le metropoli olimpiche vantano una maratona di alto livello. Se si è in piena sintonia e non si mal digerisce l’evento, si possono spedire messaggi importanti di vivibilità, di festa, di promozione della città. Certo, il modello ideale è New York che organizza eventi collaterali lungo tutto l’anno, attraverso lo storico Road Runners Club. Occorrerebbe puntare, anche a Milano, ad un progetto simile, offrendo servizi culturali, scientifici, turistici; puntando, magari, ad avvicinare concretamente moda e finanza, invogliando maggiormente le donne e le famiglie in generale».
Eppure il podismo in Lombardia vive un momento poco felice: «Credo che ci sia una carenza di pianificazione, a parte il discorso maratona, quando mai, in una 10km lombarda, si sono visti 5000 partecipanti al via? È un segnale che non andrebbe trascurato. Credo che iniziative come quelle che sta facendo Linus, possano aiutare, in tal senso».
Gabriele Rosa dà poi un consiglio ai debuttanti: «Convivere con l’inevitabile sofferenza della gara per dare luce al parto più felice della propria vita podistica».