Una «maratona teatrale» per celebrare Koltès

«Di fronte a te c’è uno spirito troppo profondo per restare solo e rinchiuso...» tratto da Sallinger, uno dei tre testi di Bernard-Marie Koltès, l’impetuoso, rivoluzionario drammaturgo francese, in scena al teatro India da oggi al 6 dicembre. Il «progetto Koltès», curato da Claudio Longhi e prodotto dal Teatro di Roma, in occasione del ventennale della scomparsa dell’enfant terribile della drammaturgia contemporanea, si articola su un trittico di testi particolarmente significativi della sua poetica. Voci sorde, nato come radiodramma e rappresentato per la prima volta in Italia, storia di tradimenti e denaro in cui si oscilla tra situazioni interne ed esterne «dello spazio e dell’animo»; Sallinger, caratterizzato dalla ricerca del rapporto dell’individuo con la società cui appartiene; Nella solitudine dei campi di cotone, manifesto più alto della poetica dell’autore in cui l’erotismo diventa estrema possibilità di un incontro effettivo con l’altro nella solitudine postmoderna. Il tema del desiderio inteso nella sua doppia accezione, come tensione verso l’altro ma anche verso la costituzione di una comunità, potrebbe essere, secondo il regista Claudio Longhi, il sottotitolo della trilogia da lui curata. Dimensione interiore e grandi temi che superano l’individuo, si coniugano nell’opera di Koltès. Oggi eccezionalmente sarà possibile assistere a tutti e tre gli spettacoli in programma, una straordinaria maratona nell’impetuoso mondo koltesiano, a partire dalle 19.30. Da domani al 6 dicembre saranno rappresentate due pièces per sera.
Il progetto promosso dal Teatro di Roma prevede incontri con gli studenti per presentare l’autore nel più vasto panorama della drammaturgia contemporanea, in direzione dell’auspicata formazione di un nuovo pubblico. Il Teatro India, chiuderà la prima parte della programmazione 2009-2010, con un altro evento che si interseca con il progetto koltesiano, dal 5 al 13 dicembre, infatti, è in programma l’atteso ritorno di Pippo Di Marca con lo spettacolo L’imperatore della Cina. Un testo di George Ribemont-Dessaignes, esempio massimo della drammaturgia dada e momento fondante del teatro contemporaneo, affrontato così da alcuni dei suoi esponenti più significativi.