Maratone «solidali» e visite culturali per le Maccabiadi 2007

Valeria Arnaldi

Oltre tremila atleti impegnati in un campionato europeo che per la prima volta si allarga alla partecipazione di Australia, Canada, Brasile, e probabilmente, Stati Uniti. Sono i Giochi Europei Maccabi, comunemente definiti «olimpiadi ebraiche», competizioni aperte agli atleti israeliani, a prescindere dalla fede religiosa, e agli atleti ebrei provenienti da tutto il mondo. Ad ospitarne la dodicesima edizione, dal 4 al 12 luglio 2007, sarà Roma, dove risiede la più antica comunità ebraica della diaspora. Le bellezze della città unite al valore simbolico dell’occasione hanno spinto molte delegazioni extraeuropee a chiedere di poter partecipare ai Giochi. Diverse le strutture che saranno coinvolte: lo Stadio dei Marmi, che ospiterà le cerimonie d’apertura e chiusura della manifestazione, il Complesso dell’Acqua Acetosa «Giulio Onesti», dove si svolgerà la maggior parte delle gare, lo Stadio delle Aquile «Paolo Rosi» per l’atletica, il Complesso del Foro Italico per tennis e nuoto e, infine, alcuni circoli sportivi per gli incontri di golf.
Se il termine dei lavori sarà rispettato, una sorta di «villaggio di rappresentanza» per i capo-delegazione sarà realizzato nel Centro Sportivo della Comunità ebraica romana, impianto con campi da tennis e calciotto, piscina e club house, che nel 2007, dovrebbe essere inaugurato nei pressi di Ponte Marconi. «Non sarà solo un evento sportivo, ma una festa culturale - spiega Vittorio Pavoncello, presidente Maccabi Italia - che interesserà l’intera città. Un apposito team di esperti sta definendo degli itinerari storico-culturali sulla comunità ebraica di Roma, ai quali si affiancheranno incontri, mostre e la degustazione di ricette della cucina giudaico-romana. Stiamo ipotizzando di organizzare visite notturne al Museo della Comunità Ebraica. Un appuntamento cui teniamo molto è la maratona cittadina, novità di questa edizione, che sarà aperta a tutti. I proventi saranno destinati alla costruzione di una scuola o un ospedale in Africa». I giochi si apriranno con la tradizionale accensione della fiaccola che, arrivata in aereo direttamente da Israele, sarà portata da atleti ed ex-atleti allo Stadio dei Marmi, in una staffetta che attraverserà la capitale. «Siamo in contatto - prosegue Pavoncello - con alcuni cantanti israeliani di fama internazionale che potrebbero essere le star dello spettacolo inaugurale. Quella che vogliamo trasmettere è un’immagine di Roma, basata su efficienza, solidarietà e pace, lontana da pregiudizi e stereotipi. Un modello sportivo e culturale che vorremmo esportare alle prossime edizioni dei giochi». Le selezioni degli atleti sono già in corso, ma entreranno nel vivo a settembre con i campionati di categoria. La delegazione italiana dovrebbe essere costituita da circa duecento elementi. Saranno duecentocinquanta, invece, gli inglesi che hanno annunciato di voler partecipare con la più grande rappresentanza nella storia dei Maccabi. Alta anche la partecipazione dei tedeschi e dei francesi che giungeranno in nave da Marsiglia. «I nostri campioni - dice Pavoncello - sono competitivi negli sport tradizionali, pallacanestro, pallavolo, calcio e tennis. Se parteciperanno gli statunitensi, notoriamente numerosi e forti, dovremo evitare che facciano incetta di medaglie, snaturando la sfida europea». Disputate le gare, si tornerà allo Stadio dei Marmi per la cerimonia finale con il suggestivo rito dello scambio di tute tra atleti di nazionalità diverse, a ribadire il valore dello sport come strumento di unione tra più culture.