Il maratoneta dei deserti ora vuole sfidare i ghiacci

Medaglia d’oro a Stefano Miglietti per avere attraversato il «Grande mare di sabbia» (550 chilometri): «Questa è stata l’avventura più dura»

La distanza era più o meno come quella tra Milano e Roma, 550 chilometri. Stefano Miglietti però non si è limitato a percorrerla a piedi, lo ha fatto nelle condizioni più estreme: ha attraversato nei giorni scorsi il «Grande mare di sabbia», nel deserto egiziano. «È stata l’avventura più dura», ha commentato ieri il runner bresciano 38enne nel ricevere a Palazzo Broletto, a Brescia, la medaglia d’oro dell’amministrazione provinciale.
«Mi aspettavo - ha detto, parlando dell’impresa compiuta - una simile difficoltà in considerazione del peso che dovevo trascinare: 92 chilogrammi alla partenza e 10 in meno ogni giorno».
Il runner ha impiegato sette giorni per attraversare i 550 chilometri del «Grande mare di sabbia». «I giorni più difficili - ha continuato - sono stati i primi due, poi il peso di ciò che trasportavo è calato». Miglietti ha poi ribadito che la scelta di affrontare questa durissima sfida è stata dettata anche da ragioni di carattere storico: nel «Grande mare di sabbia», infatti, si dice che nell’anno 523 avanti Cristo, una tempesta di sabbia abbia inghiottito 50mila soldati persiani, componenti l’armata guidata dal re Cambise. Una sfida al deserto, quindi, e alle sue tempeste di sabbia, ma anche «la ricerca dell’essenzialità, qualcosa che è in contrasto con la vita di tutti i giorni».
È stata un’esperienza, ha detto ancora «che mi ha messo in crisi più volte». Quanto alle imprese future, il runner bresciano - che a parte queste avventure fa l’imprenditore, è sposato e ha tre figli - ha detto di essere indeciso se affrontare ancora il freddo oppure il caldo. Miglietti infatti in passato ha attraversato sia altri deserti sia zone ghiacciate. La medaglia d’oro gli è stata consegnata dal presidente della provincia Alberto Cavalli e dell’assessore allo Sport, Alessandro Sala.