La Marcegaglia attacca sulle infrastrutture: 250mila posti a rischio

Il presidente di Confindustrai tocca il tempo all'esecutivo sul piano di grandi opere per l'anno in corso: "Si fa troppo poco, bisogna stanziare più risorse (7-8 miliardi) e velocizzare l'iter burocratico. Sono a rischio 250mila posti di lavoro"

Roma - Marcegaglia in tackle scivolato sulle grandi opere. Servono almeno 7-8 miliardi di euro (lo 0,5% del pil) o nei prossimi sei mesi rischieranno il posto 250 mila addetti. Il governo deve "fare di più" per il rilancio delle infrastrutture, accelerando l’iter burocratico per la realizzazione e aumentando le risorse disponibili, che per il 2009 "non sono sufficienti". È la richiesta avanzata dal presidente di Confindustria in una conferenza stampa per presentare il "Piano straordinario di rilancio infrastrutturale" realizzato con le associazioni collegate a Viale dell’Astronomia che raggruppano le imprese attive nel settore delle costruzioni (Ance, Agi, Oice e Federprogetti). "Noi - ha affermato la Marcegaglia - diamo un’importanza strategica agli investimenti nelle infrastrutture, sia per affrontare l’emergenza sia per porre le condizioni di uno sviluppo strutturale e di una crescita solida del Paese".

Il piano "Gli investimenti in infrastrutture - ha spiegato la leader degli industriali - sono importanti in sé, perchè il gap infrastrutturale del nostro Paese è importante, ma anche perchè in un momento di crisi sono una delle leve migliori per dare una risposta anticiclica e una spinta alla domanda. Le nostre proposte - ha aggiunto - puntano a rendere l’iter più veloce, efficiente ed efficace di com’è adesso. C’è anche un problema di risorse, che per il 2009 non sono sufficienti". Il decreto anticrisi, ha evidenziato poi la Marcegaglia, è "apprezzabile" per le misure dirette ad accelerare i lavori, ma "bisogna fare di più per velocizzare l’iter e rendere cantierabili più rapidamente una serie di opere. L’importante - ha concluso - è puntare sulle opere immediatamente cantierabili, così l’impatto sull’economia è immediato".