La Marcegaglia: basta con la concertazione che media al ribasso

Il presidente designato di Confinduatria avverte i sindacati poi dice: "tagliare la spesa pubblica improduttiva". Caso Alitalia: no al ridimensionamento di Malpensa

Belluno - L’Italia non deve solo fare sistema ma deve aggiungere un altro slogan: «trovare il sistema di fare». A cominciare dal «taglio della spesa pubblica improduttiva». Ne è convinta il presidente designato di Confindustria, Emma Marcegaglia, consapevole che si tratta di «un provvedimento impopolare che implica tagliare posti di lavoro e privilegi, tagliare Enti inutili per investire in infrastrutture materiali e immateriali. Si tratta - ha detto alla platea degli imprenditori della Provincia di Belluno e ai presidenti degli industriali del Veneto - di un’operazione complessa e lunga ma necessaria». Soffermandosi sulla riforma della Pubblica amministrazione, Emma Marcegaglia, ha aggiunto che anche il tema dell’università è centrale e ha osservato che «i ministri che si sono succeduti al Governo hanno lasciato lettera morta di queste riforme. Dobbiamo avere una visione di medio termine - ha continuato - la quale implichi che le cose ben fatte da un Governo non debbano essere cancellate dal successivo. Le riforme si possono fare in un arco temporale che vada dai 10 ai 15 anni, avendo anche la forza di rispondere a contrasti perché accontentare tutti ai tavoli di concertazione con mediazioni a ribasso non porta a nulla. Questo Paese non ha più tempo da perdere - ha scandito dal palco del Teatro Comunale di Belluno - non può più rinviare le decisioni e deve guardare in faccia i problemi che riguardano la formazione, la scuola e l’innovazione che sono tutti temi sui quali dobbiamo lavorare».

"No alla concertazione che media al ribasso" Rilanciare lo sviluppo del Paese da «protagonisti uscendo dai tavoli di concertazione che livellano al ribasso», ha poi detto Emma Marcegaglia. «Dobbiamo essere protagonisti del cambiamento del Paese, vogliamo contribuire con idee e progetti mettendoci la faccia, vogliamo essere parte attiva e seria e concreta ma anche voce critica che denuncia situazioni di veti e privilegi che ci condannano a una crescita bassa. Saremo presenti e forti per partecipare non in una logica di concertazione che media al ribasso ma per migliorare il Paese. Ci vorrà tempo, ma l’Italia riuscirà a risalire da questa china che non voglio definire declino». Per l’imprenditrice mantovana l’Italia «ha bisogno di premiare il merito. Non si può andare verso una logica di uguaglianza che porta a inefficienze generali - ha aggiunto parlando alla platea degli imprenditori - bisogna premiare i manager migliori e chi lavora di più e fa meglio». Sarà fondamentale combattere «il livellamento verso il basso che ci condanna a non crescere».

"No allo smantellamento dei voli da Malpensa" Il presidente designato di Confindustria, prende anche atto della proposta di Air France per l’acquisto di Alitalia ma, da Belluno, dove ha preso parte all’Assemblea generale degli industriali, mette in guardia a margine dell’incontro: «È importante, dal mio punto di vista - ha spiegato la Marcegaglia -, che non si vada a uno smantellamento dei voli del Nord da Malpensa perché questo sarebbe un danno molto pesante per il Nord Italia». «Mi pare che la proposta di Air France sia stata accettata - ha aggiunto il futuro presidente di Confindustria - l’attuale piano, così come è, prevede una grossa riduzione di voli da Malpensa, io credo che ci vorrebbe o una logica di moratoria o qualche cosa che lasci spazio a Malpensa per ritrovare altre compagnie che vogliano volare da quello scalo». Tornando a commentare il tema Alitalia e il piano di riorganizzazione, l’imprenditrice mantovana ha osservato: «Così com’è il piano di fatto dal primo aprile ci sarà un calo di due terzi dei voli da Malpensa, fatto - ha concluso - che penalizza non solo Malpensa ma tutto il Nord Italia».