Marcegaglia: "Il dl del governo va nella giusta direzione"

La presidente di Confindustria dà il via libera alle misure varate dall'esecutivo per fronteggiare la crisi economica. "Ora ci aspettiamo che arrivi già nelle prossime settimane uno stanziamento di ulteriori fondi a supporto delle imprese"

Prato - Il decreto varato dal governo "va nella giusta direzione ma ci aspettiamo che, nell’ambito dell’impostazione data dal ministro Tremonti, arrivi già nelle prossime settimane uno stanziamento di ulteriori fondi sia a supporto delle imprese". Così la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia ha commentato il decreto contro la crisi.

Agevolazioni fiscali per le imprese Da Prato, a margine di un convegno, Marcegaglia ha spiegato che Confindustria chiede "che ci siano agevolazioni fiscali per le imprese che investono in risparmio energetico e riduzione delle emissioni e questo - ha aggiunto - deve arrivare da una rimodulazione dei fondi strutturali così come ci aspettiamo dalla stessa rimodulazione che arrivino ulteriori risorse a supporto dei redditi sotto forma di ammortizzatori sociali o di altre risorse che devono andare alle famiglie".

"Taglio Bce sia vero" "Se è vero che la Bce negli ultimi anni si è comportata meglio di altre, come la Fed, è vero che negli ultimi mesi «ha fatto errori: ha alzato i tassi a luglio quando il rallentamento era già evidente ed ha abbassato i tassi in modo tiepido e prudente quando la crisi era già deflagrata". Lo ha ribadito il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia tornando a chiedere "che il prossimo taglio dei tassi sia vero, forte e pesante, anche dell’1%".

Serve un segnale forte La presidente degli industriali ha ribadito che serve "un segnale forte della volontà delle istituzioni europee di supportare una congiuntura economica problematica". Infatti se "il tasso interbancario rimane alto, non abbiamo fatto niente: quindi bisogna che funzioni il meccanismo interbancario, e che lo spread dell’1% torni allo 0,20%". Per la Marcegaglia, inoltre, "serve un’Europa coesa che sappia decidere superando i nazionalismi. In parte lo ha fatto per la crisi finanziaria, ma ci aspettavamo altrettanto per l’economia reale, e quanto visto ieri, il pacchetto da 200 miliardi, ci ha deluso«, e ora il rischio è che con questo meccanismo si spacchi il mercato unico, si creino situazioni di disallineamento competitivo che sfavoriscono i paesi più deboli come l’Italia, che possono essere soccombenti quando le regole vengono meno".