Marcegaglia, Feltri: "Sul Giornale oggi un dossier, c'è un po' di tutto" Telefonata Porro-Arpisella: ASCOLTA

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Ecco l'audio della telefonata tra Porro e Arpisella, uscita in esclusiva sul sito del<em> Fatto</em>.  <strong><a href="/fotogallery/audio_telefonata_nicola_porro_e_rinaldo_arpisella/id=2429-foto=1-slideshow=0">ASCOLTA</a></strong>. Caso Marcegaglia Feltri: &quot;Ieri il dossier non c’era: siccome siamo dei giornalisti 'scellerati', ora lo abbiamo preparato e lo pubblichiamo&quot;. Sallusti (<strong><a href="/video/sallusti_stupisce_violenza_usata/id=sallusti">video</a></strong>): &quot;Le perquisizioni sanno di violenza privata&quot;. Porro (<strong><a href="/video/porro_arpisella_solo_scherzi/id=porro">video</a></strong>): &quot;Pubblicate gli audio delle telefonate&quot;. Feltri (<strong><a href="/video/feltri_marcegaglia_ci_ha_rotto/id=feltri">video</a></strong>): &quot;Contro la Marcegaglia non c'è mai stato nulla&quot;. Marcegaglia: <strong><a href="/interni/marcegaglia_le_intercettazioni_non_mi_fermeranno/marcegaglia-confindustria-intercettazioni/08-10-2010/articolo-id=478887-page=0-comments=1">&quot;Le intercettazioni non mi fermeranno&quot;</a></strong>
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Milano - Sul sito del Fatto è stato pubblicato l'audio della telefonata tra il vicedirettore del Giornale Nicola Porro e Renato Arpisella, portavoce del presidente di Confindustria: ASCOLTA.

Telefonata tra Arpisella e Crippa La conversazione tra Rinaldo Arpisella e il responsabile delle relazioni esterne di Mediaset Mauro Crippa: ASCOLTA

Il dossier Marcegaglia "Insomma ieri non c’era alcun dossier - spiega Vittorio Feltri all’Ansa - altrimenti lo avrebbero trovato: e siccome siamo dei giornalisti 'scellerati' lei lo sa, oggi (ieri, ndr) lo abbiamo preparato e lo pubblichiamo". Ma "svelare tutto" no, spiega il direttore editoriale del Giornale. "sarebbe rovinare la festa ai nostri lettori e non vogliamo farlo: ma garantisco che è un dossier interessante. poi domani quando lo leggerà sarà d’accordo, sono disposto a offrire un pranzo". Ma riguarda le inchieste sulla Marcegaglia? E' un lavoro di archivio: "E' interessante certo l’archivio è importante per noi giornalisti non trova? Insomma è stato un lavoro molto paziente fatto anche da autori noti ai salotti della sinistra". Infine una battuta sulle procure che intercettano i vertici del quotidiano di Via Negri. "Si tratta di fonti di Alessandro Sallusti - agguiunge Vittorio Feltri - lui ha scritto un pezzo nei giorni scorsi su questo. Non so quale sia la procura del Nord se Mantova, Milano o altri uffici giudiziari".

Feltri: "Non deve temere il Giornale, semmai gli altri" "È un dossier predisposto per dimostrare che la signora Marcegaglia non deve temere Il Giornale ma, semmai, altri". Vittorio Feltri, in collegamento con il Ttg1 delle 20, spiega che l’iniziativa annunciata per domani "mi auguro che tagli la testa al toro e allontani da noi sospetti". "Se avessimo voluto fare un’inchiesta dettagliata - osserva il direttore editoriale del quotidiano milanese - non avremmo avvertito a titolo preventivo il suo capo ufficio stampa, ma avremmo pubblicato e basta". A chi gli chiede se si senta a sua volta vitima di intimidazioni, Feltri risponde così: "Intimdazioni vere e proprie non ne ho mai avute, semplicemente accadono fatti che impediscono anche a noi un lavoro sereno. Sentiamo sul nostro capo - prosegue - una generica minaccia e qualsiasi cosa può diventare una trappola. È un clima non dei migliori".  

I timori di Sallusti "Ho difeso il mio giornale dalle accuse della Marcegaglia"e "sono venuto a sapere che il mio telefono era intecettato da due procure...": quella di Napoli e un’altra del Nord. Ospite a La telefonata di Maurizio Belpietro, Sallusti racconta di aver "scritto un articolo il giorno prima dove difendevo il ’Giornalè dalle accuse della Marcegaglia". In questo pezzo dico alla Marcegaglia solo che pensi a fare bene il suo lavoro, mentre io penso a fare il miò. Sono due mesi che il presidente Schifani dice ogni giorno in tutte le sedi pubbliche di sentirsi minacciato dall’inchiesta del Fatto - continua Sallusti - questo giornale da due mesi sostiene che il presidente del Senato sia mafioso". "Ma qualcuno - prosegue Sallusti - è andato a perquisire la sede del Fatto? Mi auguro che ciò non avvenga, ma non capisco perchè se Schifani si sente minacciato non succede nulla, mentre per la Marcegaglia vengono a perquisirci". Sallusti rivela: "Forse la cosa che ha fatto arrabbiare Woodcock è che ho saputo che ci sono due procure che stanno indagando su di noi, una è quella di Napoli, mentre l’altra è una procura del Nord. Non so perchè indaghino, ma credo proprio, temo, che se ho indovinato la prima immagino che ci sarà un’altra inchiesta".

I pm sentiranno Confalonieri e altri testi I pm di Napoli Vincenzo Piscitelli e Henry John Woodcock nei prossimi giorni convocheranno il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri e altri testi da ascoltare in qualità di persone informate sui fatti nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta minaccia di pubblicazione di un dossier nei confronti del presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. A Confalonieri, secondo quanto emerso dalle indagini, la Marcegaglia si rivolse per bloccare la pubblicazione del presunto dossier da parte de Il Giornale. 

Cicchitto: "Due pesi e due misure" "E' l’orgia dei due pesi e delle due misure. Quando un giornale di centrodestra fa una inchiesta giornalistica diventa subito dossieraggio. Quando Repubblica per mesi insiste con le 10 domande al premier allora fa un giornalismo di altissimo livello. Allo stesso modo, evidentemente, vale per il Fatto". Secondo Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl, "è ancor più evidente che il sistema delle intercettazioni è micidiale perchè si attiva a intermittenza ed è usato in chiave politica sempre a senso unico". "Con la perquisizione di ieri alle sedi del Giornale e alle abitazioni private di Direttore, Vicedirettore e loro parenti esplode un caso gravissimo in cui si combina insieme un uso politico della giustizia, non solo rispetto ai politici ma anche di pressione rispetto ai giornalisti - continua Cicchitto - vi sono infatti professionisti dell’informazione che non vengono mai intercettati, sono liberi di muoversi a loro piacimento e anzi  fanno il processo ad altri giornalisti; e vi sono giornalisti che preventivamente vengono sottoposti a intercettazioni. Se la stessa metodologia venisse usata come prassi o se fosse sempre stata utilizzate, tutte le redazioni sarebbero occupate ciclicamente, senza ragioni oggettive e plausibili, da 20/30 appartenenti polizia giudiziaria in un clima intollerabile,da regime. È possibile che sia solo l’inizio. Non è escluso che vi possa essere la pubblicazione di uno stillicidio di intercettazioni che nulla c’entrano con alcun reato ma che servono a fare politica. Una cosa è certa:adesso l’iper-visibile Woodcock sa tutto sull’attività di Porro e Sallusti".

Fini chiama la Marcegaglia Il presidente della Camera Gianfranco Fini ha chiamato oggi Emma Marcegaglia per esprimerle "solidarietà".

Capezzone: "Il Giornale non si lascia intimidire" "Sono sicuro che Il Giornale non si lascerà intimidire da quanti, in primo luogo nella piccola palude dell’editoria e del giornalismo politico italiano, vorrebbero un’area di centrodestra remissiva, sulla difensiva, incapace di incidere nell’agenda mediatica e politica del Paese. Feltri e i suoi hanno meritoriamente rotto questo schema, aprendo la strada a un nuovo protagonismo della stampa liberale e moderata, suscitando un misto di risentimento e paura del vecchio establishment imprenditoriale ed editoriale e delle sue testate di riferimento. Sono sicuro che la risposta del Giornale sarà chiara e forte, con una prova di coraggio che farà bene all’Italia". Lo afferma Daniele Capezzone, portavoce Pdl.

Bersani: "Questo berlusconismo ci porta in basso" "Questo secondo tempo del berlusconismo può portarci veramente in basso nella civiltà della politica", ha detto il segretario del Pd, Pierluigi Bersani. "Bisogna assolutamente reagire. Ora Basta. Occupiamoci delle cose che interessano alla gente, cioè lavoro, reddito, fisco e scuola. Facciamo vedere che c’è una politica concreta su queste cose, altrimenti c’è un muro del suono tra la politica e la società".