Marcegaglia: tre carte per rilanciare lo sviluppo

da Milano

«Il Paese è all’ultima spiaggia, ci si presenta l’ultima occasione per cambiare e riprendere un cammino di sviluppo»: Giorgio Squinzi, presidente di Federchimica, calca i toni concludendo il suo intervento all’assemblea degli industriali del settore, davanti al presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, e al ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola. Ma, sia Squinzi, sia Marcegaglia, sono stati molto concreti nel mettere sul tavolo del governo le urgenze per il rilancio: meno burocrazia e meno pastoie allo sviluppo, costo dell’energia allineato con gli altri Paesi europei, liberalizzazione dei servizi pubblici, soprattutto quelli locali. Senza dimenticare la necessità di un rinnovo dei contratti sindacali equilibrato.
«Poco o nulla è cambiato nelle ultime tre legislature nel rapporto tra imprese e normativa, tra manager e burocrazia - ha detto Squinzi - la riforma Bassanini si è dissolta nelle nebbie di una politica disattenta e di una burocrazia non al servizio di cittadini e imprese. Gli oneri burocratici pesano l’1% del Pil, bisogna arrivare a una semplificazione normativa: non chiediamo meno controlli, ma interlocutori più responsabili».
Quanto alla questione energetica, «non c’è altra strada che tornare al nucleare» ha sostenuto Emma Marcegaglia, secondo la quale nel breve termine bisogna puntare su risparmio energetico e rigassificatori, ma, ha avvertito Squinzi, «in Italia non può essere sufficiente una politica di lungo periodo come quella coraggiosa e necessaria che il governo ha indicato sul nucleare: ci vogliono interventi di impatto immediato, come rimuovere le limitazioni alla Borsa elettrica. Può essere complesso delocalizzare un impianto a migliaia di chilometri dall’Italia, ma è diventato molto più facile e conveniente farlo in Francia o in Spagna». E la presidente di Confindustria ha indicato la necessità di «4 o 5 rigassificatori».
Infine i rinnovi contrattuali: «Entreremo nel vivo nella prossima settimana - ha detto la Marcegaglia - cominceremo a trattare il rapporto tra contratto nazionale e contratto aziendale». «Siamo certi che il nuovo presidente di Confindustria, nelle scelte che saranno fatte per la revisione delle regole contrattuali, terrà anche conto del nostro esempio e riuscirà a concordare con le organizzazioni sindacali un modello flessibile, nel quale le diverse realtà settoriali possano valorizzare quanto di positivo costruito negli anni». Il contratto dei chimici è stato chiuso a dicembre, senza scioperi.