La Marcegaglia vuol trattare con la Cgil Bombassei avverte: «Nessun dialogo»

«Lavorare insieme e ragionare insieme». Uguale: trattiamo per evitare un «autunno caldo». «La lettera inviata alle Ue è buona e nessuno scalpita per licenziare». Uguale: «Macché trattare e trattare, i sindacati comincino a interpretare le intenzioni del governo come vanno interpretate».
Stesso problema, stesso biglietto da visita in tasca, quello di Confindustria, ma una visione decisamente differente dello scenario italiano. La prima riassume il punto di vista del presidente, Emma Marcegaglia, la seconda quello del vice presidente, Alberto Bombassei. Normale dialettica interna, qualcuno la definirà, ma l’impressione è invece che ai vertici dell’organizzazione degli industriali, non si stia viaggiando, in questo delicato momento, su binari paralleli. «Faccio un appello ai sindacati: lavoriamo insieme, ragioniamo insieme, non è con le posizioni ideologiche che risolviamo i problemi degli italiani, un autunno caldo renderebbe il Paese più debole e quando il Paese è debole a soffrire di più e la parte più debole, cioè i lavoratori», ha puntualizzato, avant’ieri Emma Marcegaglia, in un’intervista al Tg2 da New York. Aggiungendo anche: «Dobbiamo ammettere che noi abbiamo un mondo del lavoro che non funziona bene, ci sono troppe flessibilità in entrata e troppe rigidità in uscita». Quindi la ricetta di madame Emma è quella di «capire cosa fare, riducendo le rigidità in uscita, aumentando gli ammortizzatori sociali, lavorando di più sulla formazione, riducendo la flessibilità in entrata, per una revisione completa dei temi del mercato del lavoro». Anche perché, nota di ottimismo della presidente, «la reazione dei mercati, con il rendimento dei Btp che oggi (venerdì, ndr) ha superato il 6% è un dato allarmante: i mercati stanno mostrando che non hanno ancora fiducia in quello che abbiamo detto». Ma ventiquattr’ore dopo, da Venezia il suo vice, Alberto Bombassei, le ha indirettamente risposto, con ben altre considerazioni, a margine del meeting Cina-Europa -America. «L’Italia non è così masochista da disincentivare l’occupazione. Lo scopo delle misure sul lavoro contenute nella lettera all’Unione europea è quello di incentivare l’occupazione e soprattutto quella giovanile. Mi auguro - ha sottolineato il numero due di Viale dell’Astronomia - che i sindacati capiscano e non si vada allo sciopero generale perché la lettera che il governo Berlusconi ha inviato all’Ue non parla di licenziamenti facili, quella è una definizione non accettabile».
Continuando nella sua analisi della lettera del Consiglio dei ministri, Bombassei ha dichiarato che le «intenzioni del governo sono buone e semmai vogliono favorire le assunzioni. Quelle proposte, però, ora vanno applicate». «È anche vero che la parte più radicale del sindacato - ha osservato il vicepresidente di Confindustria - per tradizione se perde qualche punto si lamenta. Ma quando scoprirà il vero senso di questa misura, mi auguro che gran parte del sindacato potrà condividerla. In ogni caso spero che non si andrà allo sciopero generale».
Dove stanno dunque i pericoli di un irrigidimento fra le parti o, peggio, di uno scontro con i sindacati? Secondo Bombassei «c’è un problema di comunicazione da un lato e di interpretazione dall’altro». «Lo scopo di quella lettera - ha spiegato - è infatti quello di avere più occupazione che è anche l’unica maniera per avere più ricchezza. Ecco perché bollarla come la lettera dei licenziamenti facili è una definizione non accettabile. Perché non è né la volontà di chi l’ha scritta né questi sono i contenuti». «Lo scopo finale - ha chiosato Bombassei - è quello di avvicinarci agli standard europei e facilitare le assunzioni. Oggi quando un’azienda assume personale si assume una responsabilità enorme perché se deve arrivare prima o poi ad un ridimensionamento diventa una cosa difficilissima».