Marcelletti, la madre della tredicenne indagata per gli sms pedopornografici

da Palermo

Non si ferma l’inchiesta che ha portato all’arresto di Carlo Marcelletti, il cardiochirurgo pediatrico ora agli arresti domiciliari a Palermo con l’accusa di concussione, peculato, truffa aggravata e detenzione e produzione di materiale pedopornografico. Ieri infatti anche la madre della tredicenne con la quale il medico scambiava sms e fotografie via cellulare di contenuto erotico è stata iscritta nel registro degli indagati con l’ipotesi di concorso in produzione di materiale pedopornografico.
Interrogato l’altroieri per la prima volta dal gip Pasqua Seminara, Marcelletti ha ammesso il suo rapporto virtuale con la ragazzina, figlia di una donna con la quale il medico aveva una relazione. La madre è quindi ora indagata perché la minorenne avrebbe utilizzato anche il suo cellulare per inviare a Marcelletti i messaggini hard.
I messaggi sono stati intercettati casualmente dalla polizia durante le indagini sul cardiochirurgo il cui obiettivo era di accertare le ipotesi di truffa al sistema sanitario nazionale, indagini dalle quali emergono intanto nuovi particolari. Da uno screening effettuato dalla Procura è emerso che in un anno è stato solo uno il ricovero privato regolarmente fatturato per la somma di 15mila euro, per la cura di un bambino cardiopatico. «Certo - ha commentato il Procuratore capo di Palermo, Francesco Messineo - era davvero strano che fosse stato solo uno il ricovero privato, mentre tutti gli altri erano fatti con l’assistenza sanitaria nazionale. Un’anomalia che ci ha portati a fare approfonditi controlli, da cui è emerso che in molte occasioni il professor Marcelletti faceva pagare in nero ai genitori la somma di due-tremila euro per assicurare un trattamento privato».
Ieri anche un imprenditore palermitano del settore delle forniture sanitarie è entrato tra gli indagati dalla procura. L’imprenditore è accusato di false fatturazioni e concorso in peculato. Secondo l’accusa, d’accordo col medico, avrebbe simulato la vendita all’«Abc» (l’associazione per la cura del bambino cardiopatico presieduta dal Marcelletti) di un ossimetro e una culletta termica, in realtà mai acquistate. Per le Fiamme gialle, che hanno curato questo aspetto dell’indagine, il cardiochirurgo avrebbe finto di comprare le apparecchiature per giustificare l’uscita di denaro - circa 40mila euro - dalle casse dell’Abc. In realtà i soldi sarebbero stati dati all’imprenditore, che li avrebbe versati sul suo conto e poi immediatamente prelevati decurtandoli dell’Iva. L’accusa ipotizza che, in questo modo, Marcelletti si sarebbe impossessato delle somme che avrebbe usato per fini privati e, in cambio, l’imprenditore avrebbe intascato il denaro corrispondente all’Iva.