Marcellina

Diciamo subito che oggi non possiamo dar conto di alcuna biografia. La santa qui ricordata era, forse, una romana martirizzata per decapitazione al tempo della persecuzione di Decio, che fu imperatore tra il 249 e il 251. Marcellina è, più che altro, quel che si definisce nel gergo degli addetti ai lavori un «corpo santo». La reliquia si trovava nelle catacombe di Ciriaca, presso la via Tiburtina. Nel 1662 venne donata al nipote del papa Alessandro VII, Giovanni Bichi di Siena. Insieme al «corpo santo» fu estratta anche l'epigrafe che lo contrassegnava. Reliquia ed epigrafe quattro anni dopo passarono di mano e ne fu fatto omaggio al conte Guidobaldo Paciotti. Costui era di Montefabbri, oggi una frazione di Colbordolo e in provincia di Pesaro. Il conte fece portare il tutto nella chiesa del suo paese, una pieve intitolata a San Gaudenzio. L'urna con la reliquia venne posta sull'altare detto del SS. Crocifisso e la lapide con l'epigrafe fu murata sulla parete accanto. La reliquia di S. Marcellina dovette attendere fino all'anno 1900 per avere una cappella tutta sua all'interno della pieve. Come è scritto nella Appendice Prima della Bibliotheca Sanctorum, i documenti comprovanti la traslazione si trovano nell'archivio parrocchiale di Montefabbri. Preciso questo perché non sono pochi i lettori che, particolarmente interessati a questo o a quel santo, mi scrivono per chiedermi dove poter trovare ulteriori dettagli. Di solito, tra l'altro, esiste anche per le figure minori una minuziosa letteratura locale dovuta a innumerevoli cultori di cui l'Italia dovrebbe menare gran vanto.