Marcenaro: «Ho smesso perché ho voluto»

Matteo Marcenaro, l'hanno definita «una rivelazione». Si sente rivelato?
«Non vorrei sembrare immodesto, ma ho smesso di parlare perché ho voluto»
Altrimenti dopo 9 ore e 3 minuti avrebbe proseguito
«Tranquillamente»
E perché ha smesso allora?
«Non volevo superare il record di Cristina Morelli dei Verdi, che contro la caccia parlò 9 ore e 32»
Cavaliere...
«È stata gentile, mi ha dato i marron glacé e le pastiglie per la gola»
Avrà dormito tutto il giorno per resistere tanto.
«In realtà mi sono alzato alle 6.45, sono stato tutto il giorno nello studio del commercialista a Vado Ligure in cui lavoro, ho pranzato pure pesante perché era il compleanno di mia sorella, mi sono allenato a calcio e poi sono venuto qui»
Eroico.
«È che pensavo di dover parlare in tarda mattinata»
E invece le è toccato il turno peggiore, alle 5 del mattino
«Primocanale trasmetteva la seduta in diretta: la gente in tv poteva scegliere fra i film hard, le televendite e me»
Sua moglie l'avrà vista
«Barbara è stata più polemica di Burlando: ’Ma devi proprio andare? Ma vacci di giorno’. Comunque abbiamo una bimba di 4 mesi, Matilde, quindi non credo che mi avrà guardato»
La prima cosa che ha fatto al termine dell'intervento?
«Chiamare mia madre, pardon, mia moglie».
Ma come si fa a parlare nove ore su una legge con due soli articoli?
«Ho letto la rassegna stampa di tutti i giornali dal 4 novembre a oggi. Poi ho parlato della parte tecnica. Infine una segretaria del gruppo mi ha passato il libro di Scienze della Finanza del professor Fossati, e dire che ho fatto Economia ma quell'esame non l'ho mai dato»
Lei è entrato in consiglio regionale con la Lista Biasotti.
«535 voti, 320 dei quali a Spotorno, la mia città»
Però ha un passato da leghista.
«Con la Lega è finita, non mi consideravano come avrei voluto»
E che cosa vorrebbe adesso?
«Ho un solo sogno: andar via di qui e diventare sindaco di Spotorno, anche se si guadagna meno e si lavora di più»