Le Marche scoprono l’ittiturismo

Mila Busnè

Tutti conoscono l’agriturismo, pochi ittiturismo e pescaturismo, due modi intelligenti di conoscere e di mangiare il mare. Come scritto in www.ittiturismo.it, «il Pescaturismo consiste in un'attività integrativa alla pesca artigianale che offre la possibilità agli operatori nel settore di ospitare a bordo delle proprie imbarcazioni un certo numero di persone, diverse dall'equipaggio, per lo svolgimento di attività turistico-ricreative». Stessa fonte, «l’Ittiturismo consiste in un'attività di ricezione e ospitalità esercitata dai pescatori professionisti, attraverso l'utilizzo delle proprie abitazioni, adeguatamente ristrutturate o appositamente acquisite, e l'offerta di servizi di ristorazione e degustazione dei prodotti tipici delle marinerie italiane». Un esempio che non ha ancora un mese di attività alle spalle, è a Grottammare in provincia di Ascoli Piceno grazie ai pescatori Elvio e Louis Mazzagufo, padre e figlio, che in direzione di San Benedetto hanno creato, dopo dieci anni di pescaturismo, il Fish, villaggio pescatori, 0735.631136. Si tratta di un micro-borgo di pescatori, casotti in vari colori, bianco, blu, legno, dove si vive la pesca in presa diretta. Due possibilità: uscita in mare e pranzo a 35 , solo pranzo (o cena) a 25. Le cose funzionano così: alle 4 del mattino si prende il largo con barchini atti a pescare sogliole, panocchie e sciabole a tre miglia dalla costa (per le seppie le nasse), con uscita più umana alle 8 per gli sgombri. Nel primo caso, chi ritarda resta a terra perché bisogna ritirare le reti prima che faccia luce e i granchi si mangino il pescato. Quanto viene preso viene scritto su una lavagna e all’una cucinato, ma chi vuole può portarsi il suo pesce a casa. Ad esempio giovedì c’erano sgombri, alici (prese con le lampare, un’altra realtà), sogliole, totani e sciabole. Le alice sono state usate per un trito in bianco per condire le mezzemaniche, sogliole e sgombri preparati sulla griglia, mentre le sciabole sono state fatte andare all’acquapazza con vino, aceto e prezzemolo. Con le restanti alici, nonché totanetti, salvia e zucchine è stato improvvisato un fritto. Poi acqua, vino, caffè e papà Elvio a raccontare il mare che a chi arriva sulle coste marchigiane da Milano (o, comunque, dalle città dell’interno) fa sempre molto effetto. E per scoprire altri indirizzi cliccare pure in www.pescaturismo.info e in www.agcipesca.it.