Marchelmo

Non sono numerose le notizie su questo santo dell'VIII secolo. Si sa che era inglese (per questo le peschiamo, le notizie su di lui, nel Grande dizionario dei Santi di Alban Butler) e che era uno degli undici missionari che seguirono san Villibrordo in continente nell'opera di evangelizzazione dei pagani frisoni. Dei primi anni della sua attività si sa con ragionevole certezza che compì un viaggio a Roma in compagnia di san Gregorio di Utrecht e di san Bonifacio, apostolo della Germania. Tornato in Frisia, si stanziò a Guelderland, dove rimase per circa quindici anni. Compiuta questa prima parte dell'opera evangelizzatrice, Marchelmo venne inviato in missione più a Est, nella zona di Overyseel, regione pericolosa perché le tribù pagane che vi abitavano erano ancora più barbare e già avevano accoppato alcuni missionari. Marchelmo accompagnò in questo viaggio san Lebuino, poi detto di Deventer perché ne divenne il primo vescovo. A Deventer, appunto, i due costruirono una chiesa e un piccolo monastero. Questa fu la base per l'attività missionaria presso i sassoni e frisoni orientali. Marchelmo morì verso il 760 a Oldenzaal. Il suo corpo fu in seguito sepolto nella chiesa di Deventer. Nei documenti del XIV secolo il suo nome finì latinizzato in «Marcellino» e gli fu attribuita la redazione di una biografia di san Suitberto, il principale apostolo dei frisoni. Non si sa se ciò sia vero, resta il fatto della devozione per san Marchelmo diffusa nel Medioevo in Germania e nei Paesi Bassi. Ora vi segnalo, di Emanuela Marinelli, La Sindone. Il mistero di un'immagine (Quaderni del Timone).