Un marchio per garantire i prodotti agroalimentari

Il Consiglio regionale ha approvato ieri con 37 voti favorevoli e 5 astensioni la legge che disciplina l’utilizzo e la concessione del «Marchio collettivo provinciale». Il marchio collettivo provinciale potrà essere utilizzato per contraddistinguere i prodotti agricoli e agroalimentari caratterizzati da una elevata tipicità e qualità, e va nella direzione di promuovere e tutelare ulteriormente la produzione locale di particolare pregio e valore. La sua istituzione si è resa necessaria per caratterizzare e certificare ulteriormente quei prodotti locali che non hanno ottenuto, vuoi per la loro elevata caratterizzazione locale, vuoi per impedimenti burocratici di vario tipo, il riconoscimento in sede europea (marchi Igp, Dop, etc...).
Il marchio inoltre contribuisce a tutelare i consumatori circa la qualità e la provenienza delle materie prime, dando certezze sulla provenienza geografica. «Il marchio - dice Luca Daniel Ferrazzi, assessore all’Agricoltura della Regione - è un valore aggiunto per poter promuovere con uno strumento ancora più dettagliato il “Made in Lombardy”, e per offrire al consumatore prodotti alimentari tipici e di qualità e allo stesso tempo sempre più legati alla loro zona d’origine».
«Il marchio collettivo - continua Ferrazzi - ha nel coinvolgimento dei produttori il suo punto di forza e si presenta come uno strumento di identificazione a livello provinciale dei prodotti ma non solo: è una scelta di responsabilità, perché consente loro di fare promozione anche su altri aspetti non territoriali riguardanti, ad esempio, le scelte etiche e colturali dell’azienda».
Ferrazzi ha inoltre ricordato come in questi anni la giunta regionale abbia intensificato gli sforzi affinché l’agricoltura lombarda, leader nazionale per produzione, rafforzasse l’identità anche per la chiarezza sull’origine dei prodotti, e per promuovere la loro tipicità e territorialità, incentivando i diversi operatori di un territorio a «fare sistema» attraverso, ad esempio, le 12 Strade dei Sapori regionali, o nuovi aspetti di commercializzazione del prodotto agricolo come i mercati contadini e la vendita diretta.