Al Marchiondi liberato il quartiere fa festa: "Basta invasioni rom"

Immigrazione. Immigrazione. La Moratti scende in piazza con i cittadini di Baggio: &quot;Tranquilli non torneranno più&quot;. Stasera la fiaccolata della Lega. Prorogati al prefetto i poteri speciali per superare l'emergenza nomadi. <a href="/a.pic1?ID=354806" target="_blank"><strong>Regione, nei campi rom arriva &quot;Tutti a scuola&quot;</strong></a> un manuale per insegnare ai genitori le regole

Il più contento di tutti è il signor Angelo, quello che vive dall’altro lato di via Noale. Ogni mattina quando ancora c’erano i vecchi inquilini, i rom, si ritrovava il suo pezzo di terra pieno di rifiuti, stracci, escrementi e cibo avariato. E ogni mattina li prendeva e li ributtava dall’altra parte. «Per fortuna ora è finita». L’ex istituto minorile Marchiondi, due giorni dopo lo sgombero. I cittadini del quartiere guardano le ruspe al di là della cancellata che è già stata montata per impedire che l’edificio venga rioccupato. Stanno lì fermi, incantati accanto al cartello dell’Amsa che dice «Insieme verso un ambiente migliore» e seguono con lo sguardo i movimenti degli uomini con la tuta bianca e le mascherine. «Siamo contenti? Eccome. Era ora, lo dovevano fare da anni. Ma almeno questa è la volta buona». Sì, proprio così. Lo dice anche il sindaco Letizia Moratti quando prende il microfono in mezzo alla folla di cittadini che ieri l’aspettavano al rinfresco organizzato dal Pdl nella piazzetta del quartiere per festeggiare l’evento, un giorno prima della fiaccolata organizzata dalla Lega per lo sgombero «È il giorno di liberazione da una piaga che questa parte della città aveva da molto tempo. Potete stare tranquilli, questo è lo sgombero definitivo», esulta il primo cittadino ricordando ai milanesi i progetti futuri per quell’edificio abbandonato da anni. E ora «sanato», grazie all’accordo con il ministro Gelmini che ha garantito tredici milioni di euro e con il Politecnico per trasformare la struttura in una residenza per universitari: 460 posti in più oltre i 5mila in realizzazione in altre zone della città; il 60% riservato agli studenti più meritevoli e privi di mezzi economici. Va bene, ma l’importante è che ora non tornino più, sospirano i cittadini, perché se lo ricordano ancora l’odore di quel campo e la paura che gli impediva di attraversare la strada. «Quando c’erano dei cantieri in costruzione portavano via tutto - racconta il signor Leonardo che vive qui dal 1967 e il Marchiondi l’ha visto in attività -. E poi, non gliel’ha mica prescritto il medico di rifiutare gli alloggi del Comune. Da via Noale non potevano più passare, se ti andava bene, ti derubavano, altrimenti botte. Noi eravamo costretti a fare il giro di tutto l’isolato per tornare a casa, ma le pare? Era un sopruso alla gente che vive qui». Ci pensano i numeri e la decisione del ministro Maroni di prorogare fino al 31 dicembre 2010 le ordinanze sui campi nomadi che confermano i poteri straordinari al prefetto di Milano, così come a quelli di Roma e Napoli, a rassicurare gli abitanti. «In due anni abbiamo fatto 120 sgomberi - continua la Moratti -. Le presenze dei rom sono diminuite da cinquemila a tremila. I nomadi non vanno dove ci sono i controlli e noi stiamo applicando il patto per la sicurezza». Alla faccia della sinistra, sbottano dalla folla. E la Moratti li segue: «Alla guida della Provincia ci vuole un cambio deciso. E sono certa che questo avverrà con Guido Podestà. Sul tema della sicurezza la Provincia è sempre stata assente. Con Penati queste operazioni sono molto più difficili. Non viene mai ai tavoli per la sicurezza, mentre io ci sono sempre. Invece di parlare dovrebbe preoccuparsi di fare dei fatti, cosa che non fa». Non devono temere i milanesi, non saranno lasciati soli. «Staremo con voi e continueremo a batterci per la sicurezza», promette il sindaco. Accanto a lei, c’è il candidato per il Pdl e la Lega Nord alle provinciali Guido Podestà. Ringrazia Letizia Moratti e Riccardo De Corato per quanto hanno fatto e poi aggiunge: «La Provincia vuole mettersi sulla stessa linea del Comune per allontanare queste realtà e liberarsene. Con De Corato e la Moratti ci impegniamo per ripetere questo esempio in tutta la Provincia. Se Penati li ha invogliati a venire da noi nella convinzione che potessero delinquere, ora non sarà più così. Per anni, hanno cercato di disseminare di campi rom la provincia. Non hanno fatto nulla per fermare l’illegalità, non hanno fatto nulla, solo speculazioni finanziarie». Liberato il Marchiondi, il vicesindaco promette che i controlli continueranno in tutta la zona perché gli zingari non si spostino da altre parti. «Non gli daremo tregua - ripete -. Li inseguiremo. I rom abusivi devono andarsene da Milano, devono capire che qui non c’è aria. Come? Ogni giorno facciamo due o tre sgomberi, anche di pochi irregolari. Ora ci sono 1.331 emigrati nei dodici campi regolari gestiti dal Comune, mentre gli abusivi sono 1.745. Per questi ultimi il messaggio è chiaro: per loro non c’è posto. Penati dice che li sposta, io invece li mando fuori da Milano».