Marchionne alza le stime per la Punto

«No a spin-off dell’Auto». Cda: verso la staffetta tra Winteler e Sant’Albano. Intesa con governo e sindacati sulla cassa

Pierluigi Bonora

da Milano

Sergio Marchionne è pronto a rivedere al rialzo le stime di vendita della Grande Punto. È quanto ha anticipato l’amministratore delegato della Fiat a New York, dove ha partecipato all’«Italian investor conference» organizzato da Borsa Italiana. In un’intervista a Bloomberg, Marchionne ha detto che dopo il secondo trimestre potrebbe alzare le stime di vendita per il modello prodotto a Melfi. «L’obiettivo è 360mila unità - ha osservato il top manager - e posso dire che abbiamo superato quota 100mila nei primi tre mesi dell’anno». Marchionne, che auspica di annunciare un nuovo accordo industriale entro giugno, ha quindi definito «assolutamente fuori luogo parlare di spin-off dell’Auto nel 2006 o nel 2007».
«Sono cose - ha aggiunto nell’intervista - al di fuori di qualsiasi tipo di sviluppo strategico per il gruppo in questo momento». E alla domanda su come sia riuscito a ribaltare la situazione del gruppo automobilistico, il numero uno del Lingotto ha risposto di avere allestito «una squadra di dirigenti che è riuscita a rimettere le cose a posto».
Intanto analisti e banche d’affari, dopo i buoni risultati ottenuti da Fiat Auto nel primo trimestre (30,7% di quota mercato) e visti i segnali di ottimismo in arrivo da Torino, si preparano a ipotizzare come il Lingotto possa chiudere i conti del periodo gennaio-marzo. I dati ufficiali saranno comunicati il 3 maggio, giorno che vedrà riunirsi il consiglio della Fiat e l’assemblea degli azionisti.
Nell’occasione potrebbero esserci novità nel board torinese, come il passaggio del testimone da Daniel John Winteler, divenuto presidente di Alpitour, a Carlo Sant’Albano, neoamministratore delegato di Ifil e nuova espressione nel consiglio di amministrazione del gruppo industriale della holding di controllo.
Fiat, sindacati e governo, nel frattempo hanno raggiunto l’accordo per scongiurare i licenziamenti di 850 addetti in esubero dell’area piemontese.
La proroga della cassa integrazione, che sarebbe scaduta il 20 maggio, è stata concessa fino al 31 dicembre e riguarda 856 dipendenti delle strutture centrali, tecniche e commerciali di Fiat Auto e Fiat Purchasing Italia, 370 dei quali matureranno entro fine anno i requisiti per la mobilità ordinaria. Ad Arese (Milano) gli interessati al provvedimento sono 377.
Polemico il commento del sottosegretario al Welfare, Roberto Rosso: «Dopo mesi di trattative a causa di un diniego della Fiom-Cgil anche gli altri sindacati hanno deciso di scambiare 12 anni di protezione sociale ai lavoratori ultracinquantenni in esubero con 6 mesi di proroga della cassa integrazione. Tra sei mesi la situazione si riproporrà, visto che la soluzione trovata dal governo non è stata accettata».