Marchionne attacca: «Osceno il giudizio di Moody’s su Fiat»

Nuovo terremoto alla Bertone. La disputa all’interno della famiglia, con Barbara e Marie-Jeanne opposte alla madre Lilli, ha sortito questa volta l’intervento della magistratura. Risultato: la Procura ha disposto il sequestro dei beni della holding e della carrozzeria Bertone, nei confronti della quale è in corso un procedimento del Tribunale fallimentare di Torino. Conseguenza: oggi i 1.300 lavoratori del gruppo rimarranno senza busta paga. Lilli Bertone, il finanziere Domenico Reviglio, a cui la donna ha ceduto l’azienda, e l’avvocato Vito Gianfranco Truglia sono indagati per bancarotta fraudolenta. Lilli è anche accusata di appropriazione indebita delle azioni della Carrozzeria Spa che, secondo i pm, ha girato a Reviglio senza averne la titolarità. La Procura ha disposto il sequestro di tutti i titoli azionari del gruppo, dei conti correnti della holding, della Carrozzeria e del Centro stile e dei conti personali di Lilli Bertone. Truglia, che è consulente della signora Bertone, è anche accusato di tentata truffa pluriaggravata, perché avrebbe approfittato di condizioni di «minorata difesa» in cui si è trovata la vedova del fondatore. Secondo i pm avrebbe tentato di farsi dare 5 milioni per i diritti di sfruttamento del motore ad aria compressa da lui brevettato. «Credo fermamente di non aver nulla a che temere - ha commentato ieri Reviglio - e mi dispiaccio per l’intempestività di un’azione che poteva essere evitata semplicemente con la richiesta di chiarimenti e spiegazioni». Anche Lilli Bertone ha affidato a una nota il suo disappunto: «Prendo atto con perplessità e grande tristezza della decisione dei giudici».