Marchionne brinda allo spin-off: obiettivi al rialzo

Per il numero uno del Lingotto risultati "eccellenti". In evidenza Cnh, Iveco e Marelli. Le difficoltà dell’auto ("Gli incentivi?
Non voglio niente") compensate dal Brasile. A fine anno debito industriale sotto i 4 miliardi, 2 miliardi l’utile operativo
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nostro inviato a Torino

L’ultima trimestrale prima della scissione di Fiat Group (in verità, ad archiviare l’era pre spin­off sarà il consiglio di amministrazione che, nei primi mesi del 2011,dovrà approvare i dati dell’ul­timo trimestre 2010) viene definita «eccellente» dall’amministratore delegato Sergio Marchion­ne. «Dovremmo avere un’abbondanza di dati co­me questi - ha subito commentato il leader della Cisl, Raffaele Bonanni - per capire che stiamo uscendo dalla crisi». A dare forza ai conti e a porta­re Marchionne a ritoccare verso l’alto gli obiettivi di fine anno sono stati i risultati di tutti i settori (Cnh, Iveco e Marelli in particolare), che hanno compensato la caduta dell’Auto(eccetto Ferrari e Maserati), vittima del dopo-incentivi («la doman­da è stata spostata - ha spiegato Marchionne - ; nuovi bonus? non voglio niente»). Per fortuna che il settore continua a poggiare saldamente sul Brasile. Il Paese sudamericano compensa le per­dite non solo di di Fiat Group Automobiles, ma anche del mercato europeo. «Come del resto fa la Cina per alcuni costruttori - ha aggiunto il top ma­nager- : se ci fossero problemi in quel Paese sareb­bero guai seri ». Fiat Group ha chiuso il terzo trime­stre con un utile della gestione ordinaria di 586 milioni, quasi raddoppiato, e con un utile netto di 190 milioni di euro. Rivisti al rialzo gli obiettivi 2010: utile della ge­stione ordinaria ad almeno 2 miliardi e indebita­mento industriale netto sotto i 4 miliardi. Tornan­do ai tre mesi, il gruppo ha totalizzato ricavi per 13,5 miliardi (+11,9%).L’incremento più significa­tivo (a 3 miliardi, in aumento del 31,9%) è arrivato da Cnh.L’indebitamento netto industriale,nel tri­mestre, è rimasto sostanzialmente stabile a 4 mi­liardi (3,7 miliardi al 30 giugno) a causa dello sta­gionale assorbimento di cassa in buona parte compensato dalla positiva performance operati­va. Sempre forte la liquidità, a 12,9 miliardi (a fine giugno in cassaforte c’erano 13,5 miliardi di eu­ro), dopo il rimborso anticipato di un prestito ob­bligazionario di Cnh pari a 500 milioni. Nel detta­glio, Fiat Group Automobiles ha realizzato un fat­turato di 6,6 miliardi, in linea con il terzo trimestre 2009, ma un utile operativo (130 milioni) inferio­re di 25 milioni rispetto allo scorso anno. I ricavi di Cnh (macchine agricole e movimento terra) sono schizzati grazie alla crescita in Nord e Sud Ameri­ca, e nel resto del mondo, a cui si è aggiunta una stabilizzazione delle condizioni di mercato in Eu­ropa (la domanda di macchine per le costruzioni ha registrato un consistente recupero ovunque). Per i veicoli industriali (Iveco) l’aumento del giro d’affari è stato del 15,3% a 2 miliardi, con una do­manda salita in tutti i mercati e segmenti, ma rima­sta al di sotto dei livelli pre-crisi. Importante, poi, il balzo significativo dei ricavi (3,2 miliardi, +22,8%)della divisione componenti grazie all’au­mento della domanda da parte sia del gruppo Fiat, sia di clienti terzi. Dati e prospettive del Lin­gotto, nonostante le previsioni di un inizio 2011 difficile per il settore auto, hanno trovato la Borsa calda: il titolo Fiat è salito del 4,4% a 12,24 euro. In scia la cassaforte Exor: +3,44% a 18,05 euro.