«Marchionne via dalla Fiat? Non ci pensa neanche»

nostro inviato a Torino

Gianluigi Gabetti è tornato a occupare il suo ufficio in corso Matteotti a Torino. Da alcuni giorni il presidente dell’Ifil è rientrato in possesso delle sue funzioni nella cabina di regia della holding di casa Agnelli.
Sono infatti scaduti i quattro mesi di sospensione - ridotti dalla Corte d’appello rispetto ai sei imposti, in un primo tempo, dalla Consob - come conseguenza dell’equity swap attraverso cui l’Ifil, due anni fa, riuscì a non perdere la presa sulla Fiat.
Per Gabetti, ieri a Mirafiori all’inaugurazione dei nuovi impianti Fiat-Abarth, le incognite del 2008 saranno legate agli sviluppi giudiziari del caso equity swap e, soprattutto, della querelle con Margherita Agnelli de Pahlen a proposito dell’eredità del padre Gianni Agnelli.
Dottor Gabetti, quale delle due situazioni la preoccupa di più?
«Considero l’equity swap un incidente di mestiere. Ho ritenuto di fare tutto ciò che era indispensabile. Sono certo di non aver violato la legge».
E poi c’è la causa intentata dalla figlia dell’Avvocato...
«È una vicenda dolorosissima, una sorpresa sconcertante. Non posso che definirla così avendo lavorato per anni con il padre. Non avrei mai immaginato che potesse accadere».
Non si poteva evitare che la questione dell’eredità finisse in un’aula del tribunale?
«Loro hanno scelto la strada della magistratura. C’è da capire che cosa vogliono. Io non sono mai stato il gestore dei beni personali di Gianni Agnelli. È una vicenda in cui si discute di patti successori. Dei fatti di cui si parla io non ho mai avuto parte».
Alcuni giornali hanno messo sullo stesso piano il problema sollevato da Margherita Agnelli con le beghe della famiglia Bertone...
«Mi fa pena vedere che casi del genere siano considerati alla stessa stregua. Ci sono delle differenze sostanziali».
Quali?
«Per quanto riguarda i Bertone i contendenti sono tutti azionisti. Nell’altro caso la signora de Pahlen non è azionista».
Nel 2008, intanto, John Elkann dovrebbe approdare anche al vertice dell’Ifil...
«Non è un tema di reale sostanza in quanto l’ingegner Elkann, come vicepresidente vicario dell’Ifil, ha già pieni poteri. Quello che conta è la sostanza delle cose».
L’ad dell’Ifil, Carlo Sant’Albano, ha delineato i settori in cui la holding potrebbe investire già nei prossimi mesi: finanza e business services...
«Non sono gli unici comparti a cui guardiamo in questo momento. Diciamo che sono i più “caldi”. Per uno di questi penso si possa chiudere entro marzo».
Tra un anno il cda della Fiat dovrà essere rinnovato. Luca di Montezemolo cosa farà?
«È presto per tutto. È prematuro parlarne».
E se a Sergio Marchionne arrivasse la classica offerta a cui è difficile rinunciare?
«Non ci pensa neanche».