Marchionne: Fiat più forte, debito coperto oltre il 2010

Il gruppo Fiat è «più forte dopo un anno intenso e difficile». Lo ha detto l’amministratore delegato Sergio Marchionne agli investitori a Londra. Per Marchionne la liquidità del gruppo si è rafforzata ed è a quota 8,4 miliardi di euro a fine settembre (contro i 3,9 miliardi di fine 2008). Al momento, gli obiettivi previsti per il 2009 restano confermati comprese le brutte notizie. Si sa dunque che la domanda globale per l’intero comparto dell’auto scenderà del 20% rispetto al 2008, ma il cash flow industriale di Fiat supererà il miliardo e l’indebitamento netto si manterrà sotto la soglia dei 5 miliardi. Insomma, non ci sono sorprese per la società torinese e Marchionne ha tenuto a sottolineare che i debiti in scadenza sono coperti ben oltre il 2010: nei prossimi 12 mesi, in particolare, sono previsti a 6,1 miliardi di cui 3,9 miliardi nei confronti delle banche.
Per quanto riguarda l’occupazione, Marchionne ha spiegato che anche nel quarto trimestre proseguirà la cassa integrazione, se le condizioni di mercato lo richiederanno. Attualmente sono circa 28mila i lavoratori in cassa integrazione (il 33% della forza lavoro). Di questi 24mila sono italiani mentre circa 4.300 sono quelli all’estero e precisamente in Francia, Germania e Spagna. Non c’è dubbio comunque che il fronte occupazione sia eccezionalmente caldo. L’intenzione di Fiat di chiudere uno stabilimento come Termini Imerese ha provocato le ire del sindacato e le paure dei lavoratori. Tanto che lunedì prossimo al ministero dello Sviluppo economico si terrà un incontro fra i sindacati dei metalmeccanici e il ministro Claudio Scajola sulla vertenza. Martedì ci sarà il round con Marchionne. Incontri importanti, ma non decisivi: il piano industriale di Fiat per l’Italia sarà presentato a Palazzo Chigi il 21 dicembre, in un incontro al quale parteciperanno governo, azienda e sindacati nazionali.
Il ministro Scajola ha comunque spiegato che il governo non sarà un mediatore indifferente e tutelerà quanto più possibile la capacità produttiva dell’azienda. «Non solo il sindacato - ha detto il ministro - difenderà la capacità produttiva, ma anche il pubblico sarà parte attiva». Il ministro ha poi sottolineato, non solo riferendosi al Lingotto, che «molti programmi di ristrutturazione sono stati presentati al ministero del Lavoro e ci sono molti tavoli. A questi tavoli il governo è interessato a salvaguardare quanto più possibile la capacità produttiva». Secondo il segretario generale Uilm Antonino Regazzi, sulla Fiat il governo e anche la Regione Sicilia stanno intervenendo in ritardo sulla questione. L’Uilm apre uno spiraglio di trattativa chiedendo a Fiat di stabilire le condizioni su come produrre a costi competitivi in Italia, senza chiudere stabilimenti proponendo un patto alle parti sociali. «In questo modo - dice Regazzi - gli stabilimenti potrebbero essere tutti riqualificati, anzichè rischiare la chiusura. Fiat e Chrysler produrranno circa 6 milioni di auto ed in questa prospettiva l’Italia non può essere tagliata fuori. Il mercato dell’auto continuerà a crescere e questo significa che all’ambito nazionale può spettare una fetta di capacità produttiva da un milione e mezzo di vetture». Anche il segretario Uilm di Palermo Vincenzo Comella ritiene che non ci siano ragioni perchè Fiat lasci Termini Imerese.