Marchionne: «Fiat sottovalutata a Piazza Affari»

Per l’ad il calo del titolo non dipende dalla perdita di quote di mercato. «L’incidente? Solo un crash test per la Ferrari»

nostro inviato a Torino

Scherza Sergio Marchionne sull'incidente stradale di sabato nel quale ha distrutto la sua Ferrari 599 Gtb Fiorano: «No, non sono un miracolato - spiega - mi è andata soltanto bene. Diciamo che ho fatto un crash test per la Ferrari». Nessun graffio o livido visibile («la ferita al pollice me lo sono fatta cucinando il sugo alla bolognese, la mia specialità»), l'amministratore delegato della Fiat ha presenziato ieri a Torino alla presentazione della nuova Croma. Il capo del Lingotto ha colto l'occasione per togliersi dalle scarpe qualche sassolino, visto che anche ieri qualche analista ha imputato al passo indietro della quota mercato italiana del gruppo automobilistico la nuova frenata del titolo in Borsa: meno 1,1% a 21,29 euro, nonostante il progresso in Europa (più 0,30%) dell'indice legato al settore. «Non mi preoccupa affatto la perdita di quota a ottobre (0,4% in meno rispetto allo stesso mese 2006, ndr) - precisa subito l'ad - e non credo che il calo delle azioni in Borsa sia legato a questo. Dall'inizio dell'anno il valore del titolo è salito del 70% e c'è chi ha pensato bene di raccogliere questi frutti. Lo scenario, comunque, è piuttosto nervoso. Il mio personale target price resta superiore alla quotazione attuale. E poi non è possibile che tutti i mesi la Fiat deve fare obbligatoriamente meglio del mercato. Il 2008? Prevedo, per l'Italia, un mercato dell'auto piatto a cui noi risponderemo giorno dopo giorno».
Marchionne mette anche fine alle indiscrezioni che lo davano in corsa per la presidenza del consiglio di sorveglianza del gruppo bancario svizzero Ubs: «Non è vero - afferma - e poi non sarebbe tecnicamente possibile». All'ad della Fiat non piace nemmeno che lo si tiri in ballo ogni qual volta ci sia una situazione da sanare, per esempio quella di Alitalia: «Faccio il metalmeccanico - commenta - e, quando sento fare il mio nome in relazione ad altri casi aziendali, dico solo che c'è un'esagerazione totale. Io vengo pagato per quello che faccio in Fiat e i risultati che porto».
Per rassicurare il mercato, comunque, Marchionne ha confermato tutti gli obiettivi di quest'anno e del prossimo e, sui colloqui in corso con il gruppo Daimler per una nuova possibile alleanza industriale, si è limitato a dire che «con loro non si parla solo di motori, ma di tutto». A proposito di Daimler, l'ad della Fiat non ha negato di seguire con un interesse il lancio della piccola Smart negli Stati Uniti: «Vediamo come va, nel caso siamo pronti con la nostra 500; e anche l'Alfa Romeo Junior potrebbe sbarcare in America: infatti l'abbiamo progettata con quell'obiettivo».
Con il lancio della nuova Croma (modifiche allo stile, prezzi da 23.500 a 33.500 euro, 5 anni di garanzia, in vendita dai prossimi giorni) la Fiat ha completato il rinnovamento della gamma, iniziato nel 2003 con la Panda. «Ci presentiamo nel 2008 con tutta l'offerta disponibile - sottolinea Lorenzo Sistino, responsabile del marchio Fiat - e come brand puntiamo a superare il 25% di quota mercato in Italia e di arrivare al 7% in Europa. In questo momento siamo impegnati a rafforzare la rete commerciale nel continente (il gruppo ha destinato a questo capitolo risorse per un miliardo all'anno fino al 2010, ndr) e ad aprire centri vendita e immagine nelle principali metropoli europee».