Marchionne: «Fiat torna al dividendo»

Pierluigi Bonora

nostro inviato a Parigi

«Le probabilità che Fiat torni a distribuire il dividendo? Sono quasi vicine al 100%. Ne parleremo nel primo consiglio di amministrazione del prossimo anno. Del resto la distribuzione del dividendo è un atto dovuto visti gli utili che speriamo di finalizzare. Il gruppo, infatti, è tornato a produrre cassa». Da Sergio Marchionne è arrivato ieri l'ennesimo segnale positivo per gli azionisti del Lingotto: prima il titolo Fiat, tornato sopra 12 euro (ieri ha chiuso a 12,28, sostanzialmente stabile rispetto a mercoledì), che in un anno ha guadagnato il 67,35%; ora la quasi certezza che dal 2007 il gruppo tornerà a distribuire dividendi. L'ultima cedola pagata dalla Fiat risale all'esercizio 2001.
Assente il presidente Luca Cordero di Montezemolo, trattenuto a Roma dal dibattito sulla Finanziaria, ieri al Salone «Mondial» di Parigi è toccato a un Marchionne di buon umore e in tenuta sportiva, unico tra i top manager delle case automobilistiche a presentarsi in maglione, fare il punto sugli ultimi progressi fatti dalla divisione Auto e ad anticipare parte delle nuove linee strategiche che illustrerà nel dettaglio alla comunità finanziaria alla fine di novembre. In proposito, per l’amministratore delegato del Lingotto il traguardo di oltre 3 milioni di vetture vendute da Fiat Auto nel 2010 è a portata di mano. Entro lo stesso anno, inoltre, sia Alfa Romeo sia Lancia immatricoleranno insieme 600mila veicoli, 300mila per ciascun marchio. «All’incontro con gli analisti - ha spiegato Marchionne, rispondendo a chi metteva in dubbio l’esistenza di una programmazione almeno a medio termine - annunceremo un nuovo piano prodotti di Fiat Auto, che riguarderà tutti i brand e sarà più ampio di quello che già si conosce. Diremo, in pratica, quali prodotti e in quali mercati le novità saranno proposte. Credo che la forza dei marchi, insieme alla gamma dei prodotti che abbiamo, ci aiuteranno a riposizionarci anche in Francia e in tutti i mercati europei. C’è un grandissimo lavoro che abbiamo cominciato a fare quest’anno e i risultati si vedranno nel 2008 e nel 2009». Marchionne è ottimista anche sui risultati complessivi del gruppo. In attesa di sapere i risultati del terzo trimestre («strutturalmente un periodo debole, in quanto c’è in mezzo il buco estivo per quanto riguarda la produzione»), il top manager sembra sicuro che a fine dicembre i conti saranno in linea con le previsioni (800-850 milioni). Ma l’obiettivo è di fare meglio. «Se riusciremo a chiudere entro l’anno partita Fidis-Agricole - ha ricordato nei giorni scorsi Marchionne - chiaramente i risultati saranno maggiori. Con la plusvalenza sulla cessione di Fidis, faremo più di un miliardo di utile netto».
A Parigi, intanto, le vedette italiane sono soprattutto concentrate negli stand Alfa, con la coupé 8C, e Lancia dove è esposto il prototipo della Delta Hpe. E proprio la sportiva del Biscione sarà la vettura che contrassegnerà, nei prossimi anni, «il ritorno del marchio negli Stati Uniti», come precisato da Marchionne. Lo spazio espositivo riservato alla Fiat, in attesa della presentazione all’inizio del 2007 della Bravo, è per lo più dedicato a una serie di nuove versioni della Panda. «Da parte nostra - ha affermato il responsabile del brand, Luca De Meo - quest’anno torneremo a essere il costruttore numero uno nel segmento delle piccole in Europa, grazie ai risultati di Panda e Punto, che venderanno rispettivamente 230mila e 370mila unità. È un risultato che ci mancava dal 2001».