Marchionne lancia Linea sarà l’auto globale Fiat

Prodotta in Turchia, è destinata soprattutto ai mercati dei Paesi emergenti

nostro inviato a Istanbul
«Continuare a parlare dell’Auto come l’unica fonte di salvezza della Fiat non credo sia la valutazione giusta. Questo è un gruppo, e basta guardare ai risultati di Iveco e Cnh, che ha molto di più nel suo serbatoio per lo sviluppo degli altri settori e l’incremento dei margini operativi. Non intendo speculare sul valore delle azioni. Bisogna solo leggere i rapporti degli analisti finanziari come li leggo io». Si è voluto togliere qualche sassolino dalle scarpe Sergio Marchionne, a Istanbul per il lancio mondiale della berlina Linea, la cui produzione partirà nei prossimi giorni in Turchia. L’ad della Fiat ha colto l’occasione per rispondere a un articolo del Wall street journal che sollevava dubbi, citando alcuni analisti, sulla capacità del Lingotto di aumentare il valore delle proprie azioni oltre a quelli attuali (ieri il titolo ha chiuso in calo dello 0,7% a 21,6 euro).
Con l’incontro di Istanbul il gruppo italiano, in piena accelerazione, ha di fatto avviato il nuovo processo di internazionalizzazione che nei prossimi anni porterà la Fiat ad avere un profilo geografico trasformato. «Questo percorso verso una dimensione globale - ha detto il top manager - si rifletterà ovviamente sui risultati. Quelli ottenuti nel primo trimestre ci forniscono una solida base per il cammino di crescita e di espansione dei margini da qui al 2010». E in questa strategia di allargamento degli orizzonti la Linea avrà un ruolo chiave. Oltre a riportare Torino alla ribalta nei mercati mondiali, la berlina si candida a diventare il secondo modello più importante della gamma dopo la Grande Punto. Entro il 2012, una volta completata la pianificazione nei Paesi di produzione (si parte subito con la Turchia, quindi seguiranno Brasile, Cina, India e Russia), il Lingotto conta di venderne almeno 280mila. «Questo modello - ha spiegato Luca De Meo, ad di Fiat Automobiles - rappresenta per noi il ponte tra l’Asia e l’Europa, tra l’Est e l’Ovest, tra il Nord e il Sud».
Linea aspira a diventare l’auto di riferimento della borghesia nelle aree emergenti e del ceto medio-basso nei Paesi europei dove sarà commercializzata, senza escludere che tra questi possa figurare in futuro anche l’Italia («ci stiamo pensando», ha ribadito Marchionne). Il modello, comunque, si pone in una fascia di prezzo tra la Grande Punto e la Bravo: in Germania, per esempio, il listino sarà compreso tra 13mila e 18mila euro, mentre in Romania l’offerta partirà da circa 12.500 euro, quanto un italiano paga ora per avere una Panda super accessoriata. La presentazione mondiale della Linea (in Cina monterà i motori del partner Chery) è avvenuta a Istanbul, non lontano dalla fabbrica di Bursa, che il gruppo italiano condivide con l’alleato storico Koc (gli accordi, che hanno dato vita alla joint venture paritetica Tofas, risalgono al 1968). Proprio l’impianto turco, dove viene prodotto il Doblò (le parti stanno discutendo la possibilità di realizzarvi anche il nuovo modello) e che si prepara a sfornare nei prossimi mesi il Minicargo, frutto dell’alleanza con Psa, è stato completamente rinnovato. Investimenti (170 milioni) e nuova organizzazione del lavoro consentiranno, nel 2010, risparmi per 500 milioni. In pratica, alla crescita della capacità produttiva (da 500 a 1.300 unità al giorno) e dei livelli qualitativi, dal 2009 si uniranno i benefici portati dal progressivo taglio dei tempi di lavorazione.