Marchionne: l'articolo 18?"Esiste soltanto in Italia"A rischio 2 stabilimenti Fiat

L'ad di Fiat-Chrysler in un'intervista esclusiva al <em>Corsera</em> condanna i rapporti difficili con i sindacati. Landini? "Vuol fare una battaglia politica". La Camusso? "Parla troppo della Fiat sui media e troppo poco con noi"

"Fiat italiana salva solo se esporterà in America. Ma senza competitività dovremo ritirarci da due stabilimenti su cinque". A dirlo è l'ad di Fiat-Chrysler Sergio Marchionne, in un'intervista esclusiva rilasciata al Corriere della Sera

Marchionne spiega che Chrysler non riaprirà i siti dismessi e che l'Italia avrà quindi l'opportunità di esportare negli Stati Uniti. "Razzista dipingermi come un uomo senza patria", si difende, parlando del governo Monti come di un esecutivo che "in pochissimo tempo ha dato al mondo l’idea di un paese che sta svoltando", pur se non in condizioni floridissime.

"Conviene investire in Italia man mano che le riforme del governo monti vanno avanti", continua, ribadendo anche come si debba intervenire sull'articolo 18, che esiste "solo in Italia". "Meglio assicurare le stesse tutele ai lavoratori in uscita in modi diversi, analoghi a quelli in uso negli altri paesi. Diversamente le imprese estere non capiscono e non vengono qui a investire".

I rapporti con la Fiom? Difficili. Marchionne dice di temere il numero uno del sindacato, Maurizio Landini, che porta avanti "una battaglia politica" ed è "più rigido del suo predecessore Gianni Rinaldini". Ma i contrasti non si fermano qui. Pure la Camusso è un osso duro: "Con Epifani si riusciva a ragionare di più. Camusso forse parla troppo della Fiat e di Marchionne sui media e troppo poco con noi".

Per Marchionne "Pomigliano è ripartita, è una fabbrica modello" e quando il giornalista Massimo Mucchetti contrabatte che tra i neoassunti non ci sono più iscritti Fiom, l'ad Fiat replica: "Falso. Si legga il Giornale. Riporta le parole on records di lavoratori che erano iscritti alla Fiom e non ne vogliono più sapere. Ma abbiamo deciso di non parlare più di Fabbrica Italia. Siamo l'unica azienda al mondo da cui si pretendono informazioni così di dettaglio. Gli investimenti li comunichiamo man mano li facciamo. E li facciamo in base al mercato. A Mirafiori, non si lavora per riempire i piazzali di veicoli invenduti. Ma Mirafiori tornerà a regime entro la fine del 2014 con un modello Fiat e uno Chrysler".

In conclusione l'ad di Fiat ventila tre ipotesi per il futuro del gruppo. "La meno probabile è un’offerta pubblica delle azioni chrysler, e le altre due Fiat che compra e sale al 100% e una fusione tra i due gruppi che comporta l’automatica quotazione di Chrysler e diluirebbe sia Veba sia Exor". Esclusa anche una vendita di Alfa Romeo.