Marchionne mette il turbo ai conti Fiat

Risultati migliori delle previsioni per tutto il gruppo: profitti netti a 151 milioni

Pierluigi Bonora

nostro inviato a Torino

«Fiat Auto, considerata la grande malata del gruppo, è avviata verso una guarigione certa e più rapida del previsto. Dal 2004 a oggi tutti gli impegni presi sono stati rispettati». Nell'aprire l'assemblea degli azionisti il presidente Luca di Montezemolo ha voluto subito dare un segnale. E per ribadire che la strada avviata è quella giusta ha annunciato l'acquisto di 88mila azioni ordinarie Fiat al prezzo unitario di 11,27 euro. «Nel 2005», ha aggiunto, «Fiat Group ha drasticamente ridotto il debito industriale, è tornato all'utile e ha chiuso l'esercizio con una solida liquidità cresciuta ancora nei primi tre mesi di quest'anno», un arco di tempo che l'amministratore delegato Sergio Marchionne ha definito «eccezionale», soprattutto per via dei 151 milioni di utile netto conseguiti dal gruppo, con un balzo di 363 milioni senza partite straordinarie.
Il gruppo continua a crescere proprio grazie ai risultati conseguiti dalla divisione Auto che ha messo a segno il secondo utile trimestrale consecutivo, per di più superiore alle attese, a 57 milioni, con un aumento del volume d'affari (5,7 miliardi) del 23,7%. Risultati che hanno portato Marchionne a non escludere che le stime dell’Auto possano essere ulteriormente migliorate rispetto all’innalzamento a 200 milioni già annunciato: «se continua questo ritmo rivedremo di nuovo il target». I dati dei tre mesi, esaminati ieri dal consiglio, hanno di fatto confermato un significativo miglioramento in tutti i settori. Su base omogenea la crescita del risultato netto risulta di 363 milioni, rispetto ai 293 dello scorso anno, ma se si escludono il provento dell'indennizzo arrivato da Gm e i costi di ristrutturazione il risultato netto del primo trimestre di un anno fa sarebbe stato negativo per 212 milioni. Positivo anche il fatturato (12,556 miliardi), in crescita del 16,7%. Il debito industriale netto, grazie a un cash flow industriale di 336 milioni, si è invece ridotto di 293 milioni a 2,9 miliardi «per la buona performance operativa e una migliore gestione del capitale circolante», ha spiegato da Marchionne. Resta alta la liquidità, passata da 7 miliardi di fine 2005 a 8,8 miliardi al 31 marzo scorso, per merito anche delle emissioni obbligazionarie Fiat e Cnh di 1,4 miliardi. «Questi dati - ha commentato l'ad - ci consentono di confermare gli obiettivi 2006 del gruppo, ovvero di un cash flow operativo positivo, un risultato della gestione ordinaria tra 1,6 e 1,8 miliardi e un utile netto di circa 700 milioni». Per i fabbisogni ordinari del gruppo Fiat procederà all'emissione di un bond da un miliardo con scadenza a 5 anni. Negli altri settori, il trading profit di Cnh è passato da 124 a 137 milioni, con un più 13,7% del giro d'affari. Segni positivi anche nei conti di Iveco: risultato della gestione ordinaria di 70 milioni dai precedenti 48 e 2,1 miliardi di fatturato (più 5%). In crescita anche Ferrari: all'aumento nel trimestre dei ricavi (più 23,7% a 317 milioni) è da aggiungere quello del trading profit tornato in attivo per 11 milioni rispetto al precedente rosso di 8 milioni. In via di lento miglioramento anche la situazione di Maserati che ha ridotto le perdite da 29 a 19 milioni, ma con un calo del 6,2% del fatturato a causa della sostanziale staticità del prodotto. I dati di bilancio non hanno comunque condizionato più di tanto la giornata del titolo in Borsa. Le azioni, cresciute del 50% dall'inizio dell'anno, ieri hanno preso un po' di fiato: meno 0,46% a 11,22 euro.