Marchionne parla di utili Fiat e la Borsa compra

Polemica sul nodo esuberi: «Versiamo all’Inps più di quanto riceviamo in Cig»

Pierluigi Bonora

nostro inviato a Detroit

«Fiat Auto chiuderà il 2006 in utile e centrerà o supererà l'obiettivo di una perdita operativa del 2005 a 317 milioni. Cominceremo a fare soldi quest'anno». Da Detroit, dove ieri ha visitato l'Auto Show, Sergio Marchionne fa volare il titolo Fiat. La conferma della guarigione del gruppo e la paventata possibilità che il quarto trimestre dello scorso anno si sia chiuso con un piccolo utile ha scatenato la corsa al titolo. In Borsa l'azione è cresciuta fino al 4% per poi segnare un 3,17% a 7,854 a euro. In tutto sono stati scambiati 23 milioni di pezzi, pari a oltre il 2% del capitale. Prima delle parole dell'ad gli scambi sul titolo si erano mantenuti sull'ordine dei 4 milioni. In passato, il Lingotto aveva più volte detto che l'obiettivo del 2005 era quello di ridurre di circa 500 milioni la perdita operativa di Fiat Auto che, nel 2004, era stata di circa 822 milioni. A Detroit il top manager del Lingotto ha confermato l'emissione da parte del gruppo di un bond entro giugno.
Non è mancato un accenno polemico sul braccio di ferro in corso con il governo sul problema degli esuberi e sul fermo «no», da parte del ministero del Welfare, a una deroga ad hoc della riforma previdenziale. Marchionne, in proposito, ha deciso di passare all'attacco respingendo le osservazioni del ministro Roberto Maroni sui troppi trattamenti di favore ricevuti dal gruppo nel passato: «Negli ultimi dieci anni - ha replicato - la Fiat ha sicuramente dato di più allo Stato di quanto ha invece ottenuto. Se vogliamo fare considerare la quota versata da noi all'Inps e quella utilizzata per la cassa integrazione il surplus a nostro favore è di circa 300 milioni».
La querelle tra la Fiat, appoggiata dai sindacati, e il governo è di nuovo a un punto morto. Alla decisione di Maroni di non convocare il tavolo per la ripresa dei negoziati, Marchionne risponde a muso duro: «Ci troviamo - ha detto - in una situazione estremamente strana. Una soluzione che va bene per l'azienda e i sindacati è stata trovata, ma per la prima volta nella storia delle relazioni industriali c'è l'opposizione del governo. Il problema degli esuberi esiste e da parte nostra cercheremo di muoverci in due direzioni: da una parte dobbiamo tutelare gli interessi industriali della Fiat e far crescere il gruppo, dall'altra riconosciamo i problemi dei lavoratori. Al mio rientro riesaminerò il caso. Bisogna trovare una soluzione con il governo».
Marchionne, che al Salone ha fatto base allo stand della Ferrari, non ha poi escluso l'adozione, nei prossimi giorni, di «iniziative riguardanti i dipendenti in esubero».
«Devo aggiungere - ha concluso - che la Fiat si è sempre tenuta fuori dai discorsi politici e di parte. Abbiamo sempre cercato di comportarci in modo razionale». Poi ha affrontato gli altri temi caldi del gruppo: dagli obiettivi di quota mercato per l'Auto al ritorno dell'Alfa Romeo negli Usa fino agli accordi industriali presenti e futuri: «Ogni volta che vengo a Detroit - ha affermato Marchionne - immagino di vedere tra gli stand anche quello dell'Alfa Romeo. È un progetto sul quale stiamo lavorando». Accompagnato dai «delfini» Alfredo Altavilla e Giuseppe Bonollo, l'amministratore delegato della Fiat ha confermato l'impegno del gruppo sul fronte delle alleanze industriali: «Con Tata Motors - ha puntualizzato - cerchiamo di stringere i tempi». In proposito Marchionne, insieme ad Altavilla e Bonollo, dovrebbe presenziare alla conferenza stampa della Tata in programma domani a Nuova Delhi, in occasione del Motor Show indiano. In previsione, secondo indiscrezioni, ci sarebbe un importante annuncio riguardante la cooperazione Tata-Fiat. Marchionne, intanto, non sembra volersi più accontentare della quota mercato (28%) che Fiat Auto ha registrato in Italia lo scorso anno: «Nel 2006 - ha detto al riguardo - dovrà mantenersi oltre il 30%. La Grande Punto va bene (tra Italia e resto dell'Europa, secondo quanto risulta al Giornale, ne circolano circa 35mila), la Croma ingrana e la nuova Stilo, vettura dal taglio sportivo, la vedremo alla fine dell'anno».