Marchionne rilancia Mirafiori e prepara il «tavolo» con Roma

Il sito Fiat ospiterà un altro modello. Lancia e Alfa raddoppieranno. I nodi Termini ed esuberi

Pierluigi Bonora

da Milano

Archiviato il contratto integrativo (per gli 80mila addetti 1.100 euro in tre anni, di cui 500 già a luglio) tra l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, e i sindacati si aprono ora nuovi spinosi fronti di discussione. Due, in particolare, i temi che animeranno i prossimi mesi: il futuro di 550 dipendenti di Mirafiori che l’azienda non prevede più nei propri organici (la cassa integrazione scade a dicembre); in quali impianti il gruppo deciderà di produrre i nuovi modelli Alfa (149) e Lancia (Delta), nonché il cross-over (un mix tra la station wagon e il Suv) marchiato Fiat, visto che nell’aggiornamento della gamma non figura più un monovolume (in pratica l’erede dell’Ulysse).
È proprio questa una delle novità che fa più riflettere. Gli attuali monovolume torinesi, Fiat Ulysse e Lancia Phedra, vengono prodotti insieme a Psa Peugeot Citroën nella fabbrica francese vicino a Valenciennes. Il nuovo cross-over sarà realizzato ancora con i transalpini? Oppure Marchionne ha già in tasca l’accordo con un altro partner (il socio europeo che sarà svelato entro luglio) per condividere costi e piattaforma?
Ieri il top manager del Lingotto, dopo aver confermato ai sindacati gli obiettivi aziendali per il triennio 2006-2008, ha chiaramente detto che Mirafiori ospiterà in futuro un nuovo modello. Quale? Si ipotizzano l’Alfa 149 oppure la nuova Lancia Delta. «L’allocazione dei prodotti nei diversi stabilimenti - ha precisato Marchionne - è un discorso molto complesso. La cosa importante, oggi, è definire gli ultimi dettagli della gamma, poi vedremo in quali siti avviare la produzione. In questo momento stiamo cercando di recuperare il tempo perso sui motori a benzina su cui non abbiamo investito. Si lavora sui motori 1,4 e 1.8 turbo che uscirà tra fino 2007 e inizio 2008. Questo avrà un impatto su Powertrain Technologies ancora da valutare. Sfortunatamente solo il 20% del fatturato di Powertrain va a terzi». Per Alfa Romeo, grazie al previsto ritorno negli Usa insieme alla nuova offerta nell’alto di gamma, e Lancia, il gruppo prevede comunque il raddoppio dei volumi entro il 2010, ovvero 300mila unità per ciascun brand. Una conferma del buon momento attraversato dal Lingotto poi da Luca De Meo, capo del marchio Fiat: a giugno la quota mercato di Fiat Auto dovrebbe mantenersi sul 30 per cento. Se Mirafiori, Cassino e Pomigliano d’Arco possono stare abbastanza tranquilli, l’anello debole della catena produttiva italiana, cioè Termini Imerese, dovrà meritarsi un futuro. L’impressione è che a Torino attendano un segnale forte e soprattutto concreto dagli enti locali siciliani, sulla falsiriga di quanto è stato fatto per la rinascita di Mirafiori, per contribuire a rendere più competitivo l’impianto. Nell’aggiornamento della gamma prodotti, infatti, non si fa cenno alla nuova Ypsilon, ma soltanto a un restyling previsto quest’anno e a una versione sportiva annunciata nel 2007. Molte le novità che riguardano il neonato comprensorio di Mirafiori: l’apertura del nuovo Centro stile, l’operatività a fine anno del Centro Ibm e la realizzazione di un polo tecnologico dopo la cessione di alcune aree a «Torino Nuova Economia».
Intanto la firma del contratto integrativo è stata accolta positivamente da tutte le sigle sindacali. «Questo accordo - ha commentato Roberto Di Maulo (Fismic) - deve segnare un punto di partenza per rimodellare in senso più partecipativo il sistema delle relazioni sindacali e industriali non solo in Fiat, ma in tutto il Paese. Il sindacato deve infatti ribadire il suo ruolo di elemento di sviluppo e non di freno delle imprese». Tra Fiat e governo, infine, potrebbe presto aprirsi un nuovo tavolo sul tema della mobilità.