Marchionne sulla Fiat: non ho mai minacciato di voler lasciare l'Italia

L'ad del Lingotto al termine dell'incontro con il ministro per lo Sviluppo economico: "Ho solo detto che senza l’Italia il conto economico della Fiat sarebbe andato
meglio". Romani: "Non ci saranno altri incentivi. Su Termine Imerese sette manifestazioni d'interesse"

Roma - "Io non ho mai minacciato di lasciare l’Italia". Così l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, al termine dell’incontro con il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani. "Ho solo detto - ha replicato alla domanda dei cronisti sulla trasmissione di Fabio Fazio - che senza l’Italia il conto economico della Fiat sarebbe andato meglio".

Il futuro di Pomigliano Sul futuro dello stabilimento di Pomigliano "c’è una chiarezza assoluta, abbiamo già cominciato ad investire". "C’è un accordo firmato con i sindacati - chiarisce Marchionne - Pomigliano è un discorso chiuso: la macchina partirà l’anno prossimo". A chi chiedeva se lo stabilimento campano assorbirà tutti i 4.800 lavoratori, marchionne ha replicato: "So che il volume di Panda che stiamo trasferendo a Pomigliano è sufficiente per assorbire il numero degli organici di Pomigliano". Nello stabilimento campano le assunzioni partiranno "probabilmente dal 2011. Ci sarà una salita graduale". E in merito all’utilizzo della cassa integrazione in deroga, Marchionne ha osservato: "Noi paghiamo tante tasse, paghiamo l’Irpef, non mi faccia fare lo stesso discorso da anni". 

Romani: niente nuovi incentivi "Marchionne non ha chiesto assolutamente nulla, non vuole incentivi perché non crede in un mercato dopato e quindi è escluso che ci possano essere altri incentivi". Ad assicurarlo è il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, al termine dell’incontro con l’ad Fiat. E per quel che riguarda l’occupazione il ministro si dice sicuro che questa sarà totalmente garantita se non incrementata. "Se vengono ripristinati rapporti sindacali ed industriali corretti, se una grande azienda come Fiat intende spalmare su tutti gli stabilimenti 20 miliardi, è ovvio, ed io penso che così sarà, che non solo possa essere garantita l’occupazione ma che potrebbe anche aumentare quella che l’azienda prevede per tutti gli stabilimenti".

Termini Imerese: sette interessati "Siamo arrivati a sette manifestazioni di interesse, non tutte del settore automotive, ma alcuni sì". Solo pochi giorni fa si era parlato di cinque concrete proposte di interesse, al riguardo Romani ha aggiunto: "Insieme al governo e insieme a Fiat esamineremo le condizioni migliori affinché sia un progetto industriale che cammini con le sue gambe".

Elkann: futuro un passo alla volta "Il futuro è un passo alla volta, noi stiamo lavorando proprio per il futuro". Così il presidente di Fiat, John Elkann, rispondendo a una domanda su eventuali nuovi prodotti per lo stabilimento di Cassino ha accennato al lavoro che viene fatto per risolvere i problemi di produttività che potrebbero frenare il progetto industriale "Fabbrica Italia". Commentando gli ultimi interventi di Marchionne, Elkann è diplomatico: "C’è un problema di produttività, ma ci sono anche le soluzioni".