Marchionne vede Merkel: "Per Opel è una lotteria"

Faccia a faccia di un'ora e mezza tra l'ad del Lingotto e la cancelliera tedesca: "Dialogo costruttivo, ma sarà difficile". Tremonti: "Partita tra governi". Zu Guttenberg: "Oggi la decisione preliminare, nessun favorito". Ma Magna convince anche l'ultimo governatore

Berlino - Oggi il governo tedesco deve battere un colpo. Ieri Sergio Marchionne è stato a colloquio per un'ora e mezza con il suo più grande sponsor nell'operazione Opel, la cancelliera Angela Merkel. L'incontro si è svolto a Berlino in mattinata, la Merkel era affiancata dal ministro dell’Economia Karl-Theodor zu Guttenberg. "C’è stato un discorso molto aperto su tutti i punti importanti per quanto riguarda la transazione su Opel" ha detto Marchionne. "Hanno una scelta difficile da fare, siamo qui per aiutarli" ha continuato. Per quanto riguarda le indiscrezioni che attribuiscono a Merkel una preferenza per Fiat, rilanciate nei giorni scorsi dal quotidiano Bild, l’ad del Lingotto ha affermato: "Non voglio attribuire niente alla cancelliera". Marchionne ha poi detto che domani parteciperà al super vertice con il governo, da cui dovrebbe uscire il nome del futuro partner di Opel.

Domani la decisione Il governo tedesco si aspetta che una decisione preliminare sull’offerta per Opel venga presa domani, ma le discussioni procederanno anche successivamente con più di un interessato. "Non ci sono favoriti" ha detto il ministro dell’Economia tedesco Karl-Theodor zu Guttenberg ai giornalisti dopo l’incontro tra i rappresentanti del governo e i vertici Fiat. Per il ministro è necessario un miglioramento di tutte le offerte presentate, compresa quella delle casa torinese. "Tutti sanno che i miglioramenti sono ancora necessari" ha detto al riguardo. L'offerta Fiat, per Guttenberg dà "un’impressione di serietà". Tutti i potenziali investitori interessati ad Opel sanno che devono ancora migliorare i loro piani, ha spiegato il ministro parlando a margine di una riunione del gruppo parlamentare dell’Unione conservatrice tedesca (composta dalla Cdu del cancelliere Angela Merkel e dalla Csu dello stesso zu Guttenberg). Sono ancora tutti in corsa, ha continuato, riferendosi a Fiat, al fornitore austro-canadese Magna e al fondo statunitense Ripplewood. Comunque, ha aggiunto, "dobbiamo continuare a mantenere sul tavolo tutte le opzioni". Inclusa quella di un’insolvenza controllata.

Tremonti: "Partita tra governi" L’operazione Fiat-Opel è "una partita molto complessa che si gioca tra i governi". Lo ha sottolineato il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, nel corso della registrazione della puntata di Porta a Porta. "È una partita che si gioca ormai tra i governi - ha spiegato il ministro - sembra di essere tornati all’epoca delle partecipazioni statali, ma di mezzo ci sono il governo tedesco, i governi regionali tedeschi, il governo russo e quello americano. È una partita molto complicata".

Guttenberg smentisce Il portavoce del ministro dell’Economia tedesco zu Guttenberg, Steffen Moritz, ha smentito oggi le indiscrezioni riportate questa mattina dal tabloid Bild, secondo cui Guttenberg avrebbe bocciato le tre offerte presentate per l’acquisizione della Opel. Secondo il giornale, che citava una "nota interna" del ministro, Guttenberg aveva definito le tre proposte "non economicamente sostenibili" e - per la prima volta - aveva parlato della possibilità di una "liquidazione" della società. "Un simile documento proviene da una società di consulenza esterna" ha detto Moritz, secondo quanto riporta l’agenzia stampa tedesca Dpa. Quindi, ha proseguito, non può essere attribuito al ministro.

Magna migliora  Il gruppo austro-canadese Magna ha migliorato il piano nella parte relativa al futuro dello stabilimento di Bochum (Nord Reno-Westfalia). Lo scrive oggi il quotidiano tedesco Faz. Secondo indiscrezioni circolate nei giorni scorsi, il piano precedente prevedeva - per l’impianto di Bochum - 2.200 esuberi su un totale di circa 2.500 in tutto il Paese. Una prospettiva, questa, che non era piaciuta al governatore del Land, Juergen Ruettgers (Cdu), il quale la settimana scorsa aveva bocciato la proposta del produttore di componenti d’auto.