Marcia indietro del Comune: il Cavallo rimane all’Ippodromo

Le proteste convincono il sindaco a bloccare il trasloco della statua al Castello. Soddisfatti i comitati: «Gesto di attenzione per la zona»

Il cavallo è stato azzoppato e non può più correre. Quella che si era annunciata come una corsa ad ostacoli, è terminata, inaspettatamente, prima ancora di cominciare. Il progetto del trasloco della statua equestre di Leonardo, attualmente all’Ippodromo, è stato per il momento abbandonato.
Il sindaco Moratti, che aveva incaricato l’assessore all’Arredo Urbano Maurizio Cadeo di occuparsi dello spostamento del colosso da 14 tonnellate, ha fatto marcia indietro davanti alle proteste che si erano scatenate il giorno di primavera, all’annucio dello spostamento della statua al Castello Sforzesco. «Il sindaco vuole fare contenti il maggior numero possibile di cittadini», commenta Bruno Simini, assessore ai Lavori pubblici di Palazzo Marino che avrebbe dovuto occuparsi della rimozione della statua in bronzo, del suo trasporto e della sistemazione nel giardino del Castello. La filosofia ispiratrice, spiega, «era quella di permettere ai milanesi di vedere e di conoscere il Cavallo, confinato nelle mura dell’Ippodromo. Detto ciò lo spostamento dell’opera non è certo un’emergenza, dunque abbiamo dato la priorità ad altri discorsi».
Grande soddisfazione esprime il «Comitatone per la salvaguardia degli Ippodromi di San Siro»: «Che bella notizia - è l’esclamazione corale -. L’attenzione verso l’Ippodromo del Galoppo da parte dell’amministrazione comuale era scemata, accogliamo dunque con estremo favore questo gesto di attenzione verso la nostra bellissima zona».
«Evviva - è il commento a caldo di Laura Molteni, consigliere di zona 4 ed ex consigliere comunale che si era opposta alla rimozione della statua -! Sono contenta che il sindaco ci abbia ripensato, perché spostare il Cavallo era come spostare il Palio di Siena da piazza del Campo. Adesso invito gli assessori di Palazzo Marino e gli enti locali a valorizzare questo monumento nazionale che è al primo posto per i milanesi nella lista dei “Luoghi del cuore” del Fai. Perché, ad esempio, non creare una fermata dell’autobus davanti al Galoppatoio? E perché non inserire l’Ippodromo all’interno dei circuiti leonardeschi?». Si potrebbe anche, rilancia Laura Molteni, «creare un museo dell’ippica. Insomma auspico che questo sia solo l’inizio del rilancio di un luogo dove si respira ancora l’atmosfera da Vecchia Europa, magari inserendolo nei pacchetti turistici, anche in vista dell’Expo 2015».
«Mi sembra una scelta saggia - commenta con soddisfazione Enrico Fedrighini, consigliere comunale dei Verdi che si era opposto con forza al trasloco della statua - e spero che la decisione non nasca dall’aver considerato la nostra opposizione un semplice capriccio. Vorremmo che la città cominciasse a entrare all’Ippodromo, a conoscerlo e a considerarlo parte integrante della città. È per questo - continua Fedrighini - che ho invitato l’assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi a fare un tour nella zona: perché si renda conto della bellezza del luogo e lo inserisca nei circuiti culturali e nel calendario degli eventi che animano Milano».