La marcia per la pace e la sua faziosa pubblicità

Vi è stata una grande mobilitazione per la marcia Perugia Assisi dell’11 settembre, e ho visto intere pagine di pubblicità a pagamento. So bene che tale marcia è sotto il controllo di una determinata parte politica, e posso già immaginare gli striscioni e gli slogan, ma non è questo il problema.
Sono invece rimasto colpito dai messaggi faziosi e aggressivi che figurano in alcune pagine di questa pubblicità.
Un linguaggio a mio parere «cattivo», intollerante e offensivo, slogan che indicano chiaramente il nemico da abbattere (Blair e Bush, il governo Berlusconi), che sostengono che la democrazia in Italia è in pericolo e via dicendo. Naturalmente non una parola sulla Cina, sul Vietnam, su Fidel Castro o su come rispondere all’aggressione del terrorismo di matrice religiosa; non una parola sulla droga che distrugge i giovani, sulla pace che prima di tutto deve derivare dal nostro quotidiano, sul rispetto delle opinioni degli altri, sul valore della famiglia, sul rispetto della vita. A parer mio non c’è da stupirsi che un linguaggio del genere porti a comportamenti arroganti, intolleranti e a contestazioni antidemocratiche.
Chi paga, e con quali soldi, questa campagna pubblicitaria? Forse gli enti pubblici (Regione Umbria, Comune e Provincia di Perugia e di Terni) che figurano nell’inserzione? Osservo anche che moltissime amministrazioni locali stanno organizzando il trasporto gratuito per partecipare a tale manifestazione.
Non siamo oltre il lecito?