La marcia della pace è un flop, le coltellate no

La marcia della pace indetta ieri pomeriggio da sudamericani ed egiziani per cercare una rappacificazione dopo i fatti di sabato scorso in via Padova, è un flop. A partecipare sono soltanto poche decine di immigrati, di sudamericani nemmeno l’ombra se non il rappresentante della loro comunità. L’unico gesto che assomiglia a una tregua è il mazzo di fiori che viene deposto davanti al civico 80, dove è stato ammazzato Abdel Aziz, il 19enne egiziano ucciso da una banda di latinos. La sfilata finisce in un’ora tra l’indifferenza e il fastidio del quartiere. Mentre la giornata parla ancora di accoltellamenti tra stranieri, rapine e arresti. Cominciano di buon mattino cinque o sei giovani immigrati a picchiarsi di santa ragione in via Porpora, a poche decine di metri dai blindati della Celere che presidiano la via della guerriglia. Non è chiaro il motivo per cui scoppia la rissa, pare per futili motivi, ma la situazione degenera in fretta. Salta fuori un coltello che ferisce uno dei contendenti, un algerino di diciassette anni. La Volante interviene immediatamente e nel giro di un’ora tre nordafricani sono già in Questura. Ma in via Padova risuonano di nuovo le sirene: un negozio di profumo viene rapinato da un uomo che punta un taglierino contro la commessa e si fa consegnare 700 euro.