An in marcia verso il Ppe

Maurizio Gasparri*

Rafforzare il bipolarismo, guardare a un processo unitario del centrodestra che porti anche la Destra italiana nell'ambito del Ppe. Questi sono gli obiettivi prioritari per Alleanza Nazionale. L'Assemblea del nostro partito ha al centro questi traguardi che a lungo sono stati motivo di discussione e talvolta di divisione. Del resto, è proprio il dibattito che sta avvenendo a sinistra che ci deve spingere verso la coesione e un bipolarismo di stampo europeo.
Il tentativo di creare un partito democratico con l'Unione della Margherita e dei Ds, sta fallendo non soltanto per le liti permanenti su scelte di merito che riguardano il governo, ma anche per la mancanza di sintonia sugli approdi strategici. È normale che in Europa i moderati stiano nel Ppe e i progressisti con il Partito socialista europeo. Ma molti esponenti della Margherita si oppongono al fatto che il possibile partito democratico possa collocarsi tra i socialisti europei. Invece è proprio quella la posizione normale e naturale. I progressisti da una parte, i moderati dall'altra. Non esistono in Europa terzi poli forti e credibili. E quindi questa lite a sinistra per la collocazione futura, non solo può portare alla morte precoce del partito democratico, ma mette in luce i contrasti di uno schieramento nato soltanto per odio contro Berlusconi e destinato a dissolversi alla prova dei fatti. Lo si vede nel caso della Finanziaria, lo si vede sulla politica estera, ma ancor di più in questa prospettiva europea.
Nel centrodestra invece questo problema non sussiste. Forza Italia e l'Udc sono già nel Ppe. Alleanza Nazionale considera questo cammino non solo necessario, ma da realizzare con maggiore rapidità. Non ci sono quindi contrasti. La Lega si pone come alleato esterno degli altri tre partiti destinati ad incontrarsi nel Ppe.
L'omogeneità del centrodestra ci può premiare e ci può riportare al governo. Lo dimostra questa sintonia sugli sbocchi europei. Invece a sinistra le contraddizioni e le liti non sono soltanto nel cortile interno, ma anche nella prospettiva più ampia internazionale.
Non si governa un Paese mettendo insieme gente diversa unita solo dall'avere un comune nemico. Noi invece, nell'area moderata, possiamo avere programmi e strategie comuni. Del resto abbiamo già governato l'Italia per cinque anni, realizzando decine di riforme su tutti i principali temi.
Di questo deve soprattutto discutere Alleanza Nazionale.
Ma se il discorso Ppe riguarda gli addetti ai lavori, dobbiamo coinvolgere la base elettorale in iniziative unitarie sul territorio. Con regole democratiche e senza reciproche tentazioni di annessione. Dall'immigrazione alla Finanziaria, i temi di mobilitazione non ci mancano. Il quadro strategico è chiaro. Non attardiamoci in discussioni sterili, ma lavoriamo per la rivincita del centrodestra. Più saremo uniti più i tempi della riscossa saranno brevi.
*Membro dell'esecutivo di Alleanza Nazionale