A Marco Aurelio

Buonanotte Marco spegni
\[il lume
e chiudi il libro Già alto si leva
l’argenteo allarme delle stelle
il cielo parla con lingua
\[straniera
è il barbaro grido del terrore
che il tuo latino non conosce
è la paura l’eterna oscura
\[paura
ora batte sulla fragile terra
umana E vincerà Odi il rombo
è la marea Distruggerà i tuoi
libri l’inarrestabile fiumana
e del mondo crolleranno i muri
quanto a noi - tremare
\[al vento e
di nuovo smuovere ceneri aria
morder le dita a dir parole
\[vane
trascinarci dietro ombre
\[di morti
perciò Marco sospendi la tua
\[quiete
dammi la mano sopra
\[le tenebre
lascia che essa tremi quando
\[il cieco
universo picchia sui cinque
\[sensi
ci tradiranno universo
\[astronomia
computo di stelle saggezza
\[d’erbe
e la grandezza troppo
\[immensa
e il pianto mio impotente
\[o Marco


Da Rapporto dalla città assediata
(Adelphi, 1993, traduzione
di Pietro Marchesani)