Marco Balestri: in radio faccio infuriare le donne

Il conduttore guida un talk show sulla rinnovata Radio 101. «Quando si parla di amore le persone sono più coinvolte»

Valentina Pedrazzini

da Milano

Dopo le esperienze televisive come inviato di Stranamore e conduttore del Gioco delle coppie, Marco Balestri torna a parlare di rapporti sentimentali alla radio. Col passaggio a Mondadori, Radio 101 si rinnova e presenta Molto personale, un talk-show in cui Balestri dialoga con gli ascoltatori sulle dinamiche di coppia, con una buona dose d'ironia, che certo non manca a uno che è stato tra gli autori di Scherzi a parte. Telefonando al «rododendro», la segreteria telefonica funzionante 24 ore su 24, si può raccontare «quello che ti rode dentro» ed essere richiamati per partecipare alla diretta, in onda dal lunedì al venerdì dalle 17 alle 19.
Marco Balestri, la trovata non è molto originale...
«Però questi sono problemi di tutti. L'idea è di indagare i rapporti interpersonali in generale. Abbiamo cercato di parlare dei problemi tra genitori e figli, ma la gente è più coinvolta quando si parla di coppia».
Quali sono i problemi?
«Con gli anni '70 e la parità dei sessi le donne hanno conquistato il potere, ma non lo sanno gestire. Diventano feroci, perdono femminilità e non riconoscono il ruolo nella coppia».
Ammettendo che la parità ci sia davvero, non è un po' misogino? «Sì, un po' lo sono, e molte ascoltatrici mi mandano sms di insulti, ma sono provocatorio apposta. In realtà il programma è per le donne, se solo ascoltassero, capirebbero che cosa vogliono gli uomini».
Che cosa spera di ottenere?
«Cerco di amplificare il dialogo, la radio è ideale per farlo».
Qual è la differenza tra un programma radiofonico come questo, e uno televisivo, come Stranamore?
«Con Stranamore avevo un contatto più diretto, quello in radio è solo un ping-pong, per via dei tempi più ristretti. Comunque soprattutto al sud, ho notato che la gente conta più sulla famiglia, al Nord si pensa più ai soldi».
Quando finirà la trasmissione?
«Sembra una minaccia... Andrò avanti finché qualcuno non chiederà la mia testa».