Marco diserta la conferenza: «Per ora non posso parlare»

Marco Baldini non s'è visto, ieri, all'incontro stampa per il film che racconta la sua storia. Certo, premeva la puntata con Fiorello da allestire, ospite Nanni Moretti, l'orario non era propizio. Tuttavia qualcosa non torna. Baldini diserta la promozione, «Viva Radio 2» non ne parla. Rintracciato al cellulare, scandisce: «No comment. Siamo in stand-by per 24 ore, ci sono due o tre cose da mettere a punto, anche sul piano contrattuale. Ho visto il film, ma non posso parlarne per ora. Mi è stato vietato». Testuale. Eppure il suo nome compare alla voce sceneggiatura accanto a Patierno, il libro è citato nei titoli di testa. Sembra che, sin dall'inizio, Baldini non abbia apprezzato quel titolo, «Il mattino ha l'oro in bocca». Fan di noir survoltati, macabri, a tratti comici, popolati di picchiatori, strozzini, puttane e giocatori, magari si aspettava un film diverso. Eppure si confidò a lungo col regista, due volte ha visitato il set. L'ascensore per l'inferno lui lo conosce bene, rischiò anche la vita, nei primi anni Novanta, prima di chiudere «con tutto quello schifo». Una cosa bisogna riconoscergli, però. Baldini non si trincera dietro i soliti alibi sull'ossessione del gioco. Confessò al Giornale: «Del poker non mi fregava niente. Mai avuta la febbre da cavallo. Avevo solo fretta di arricchirmi. Volevo tutto e subito, possedere una bella macchina e una casa da favola a Milano. La scorciatoia era quella: il gioco». Al gioco Baldini sacrificò talento e fantasia, per ridursi a uno straccio d'uomo: «Finivo la trasmissione a Radio Deejay e avevo paura di scendere le scale, d'essere aggredito da creditori e usurai». Nel film si vede.