Marco Poeta incanta l'Italia con i suoni del fado portoghese

Il cantante con la sua mandola ha portato la musica tradizionale lusitana sul palco del meeting di Rimini, con un occhio alla sperimentazione

Rimini - Una mandola panciuta, lucida e fatata. Con quest’arma di suggestione di massa Marco Poeta è partito alla conquista del Portogallo. Ieri, sul palco del Meeting di Rimini, la dimostrazione che la sua campagna è vinta e il fado – la musica tradizionale lusitana – è sbarcato anche in Italia. Una musica evocativa, quella che esce dalle corde pizzicate della guitarra portuguesa. Melodie che uniscono la canzone napoletana, il blues, il tango, la malinconia delle partenze e lo stupore dei ritorni, i bicchieri delle cantine e l’odore di pesce per le vie. A crearle, quel Marco Poeta – già chitarrista jazz con Enrico Intra e Franco Cerri – che si è guadagnato l’onore di essere l’unico fadista non portoghese acclamato anche nella terra di Quevedo.

Da dieci anni Poeta si immerge nelle sonorità rotonde e profonde del fado, musica che dal latino “fatum” “canta la trama intricata dei destini della gente normale, dei pescatori e delle loro donne sempre in attesa”. Ha appreso la tecnica dal maestro Antonio Chainho in maniera curiosa: invitatolo a casa sua, a Recanati, Poeta lo ha filmato per tre ore mentre Chainho suonava, e poi ne ha studiato i segreti, con l’aggiunta di qualche consiglio. Suggerimenti che lo hanno reso ambasciatore del fado anche in Italia, dove ha fondato un’Accademia con cui ha composto tre album.

In questa sua ricerca artistica ed espressiva di dieci anni, Poeta ha allargato i confini di questa “voce” e per la serata al Meeting di Cl ha presentato una straordinaria commistione tra la tradizione dei fado di Lisbona e Coimbra, con un occhio alla sperimentazione. Ecco dunque salire sul palco Jorge Fernando, compositore e chitarrista della “regina del fado” Amalia Rodriguez, e Ana Moura, affascinante e stupenda interprete della nuova generazione di cantanti fadiste. Accanto all’anima più portoghese della serata, c’è spazio anche per le prime grandi voci italiane che si avvicinano a questo mondo: Alessandra Losacco, Silvia Mezzanotte (voce dei Matia Bazar, con cui ha vinto il Festival di Sanremo nel 2002) e Francesco di Giacomo, possente frontman del Banco del Mutuo Soccorso. Voci diverse, melodie infinite, arpeggi magici, in un sospiro di malinconia che dai quartieri popolari di Lisbona arriva per farsi conoscere in Italia, come una preghiera, “come un monaco che cerca Dio nel silenzio”.