Marco sbaraglio

Avevamo scritto che un , dopo averlo sentito accostare Silvio Berlusconi al piduista Rafael Videla, avrebbe preso a calci Travaglio per una settimana. Avevamo ricordato che Montanelli, con il piduista Roberto Gervaso, scrisse una Storia d’Italia in sei volumi. Il cabarettista del Travaglino se n’è molto adombrato, e ha replicato spiegando che Gelli tentò di reclutare nella P2 anche Montanelli, «il quale però se ne tenne a debita distanza e, dopo averlo incontrato all’Hotel Excelsior di Roma, lo definì pubblicamente un magliaro». Messa solo così, naturalmente, è una balla. Come segnalato dal collega Gabriele Mastellarini, nel libro «Montanelli. Soltanto un giornalista» (Bur saggi, 2002) lo stesso Indro la mise come segue: «Se Gelli ci avesse detto: se volete salvare Il Giornale dovete entrare nella P2, noi c’entravamo. Senza sapere cosa fosse, come è successo a tanti. (...) Il Giornale assunse subito una posizione controcorrente rispetto a quella ch’era la smisurata leggenda nera imbastita sulla P2. Ci fu chi sostenne che era perché il suo editore vi era coinvolto: Berlusconi risultò nell’elenco. Ma prima di tutto non aveva mai avuto ruoli nella conduzione politica del Giornale. E poi, come ho già raccontato, soltanto il caso m’aveva salvato dal ritrovarmici anche io. Sapevo quindi perfettamente quale valore dare a quella lista». Firmato: . Contraffatto da: Marco Travaglio.