Marco y Marcos festeggia la nomination allo Strega

C asola Valsenio è un paese un po' speciale per almeno due motivi. Celebra una «Festa dei frutti dimenticati» in cui si possono assaggiare i sapori asprodolci di frutti insoliti come azzeruole, giuggiole, corbezzoli. E conta tra i suoi 2.800 abitanti un possibile vincitore del premio Strega 2009. Cristiano Cavina, 34 anni, scrittore e pizzaiolo, è entrato pochi giorni nella dozzina dei finalisti con il romanzo «I frutti dimenticati» (Marco y Marcos) e trattandosi di romanzo di nicchia pubblicato da un editore indipendente milanese che per la prima volta riesce a sfondare il muro dei giurati del premio italiano più prestigioso e portatore di un aumento esponenziale nelle vendite, è sembrato il caso di fare festa anche a Milano (stasera al Frida Café, in via Pollaiuolo 3, ore 21). «Il merito per la qualifica allo Strega va al libro ma anche all'editore, sempre casereccio, garibaldino da 25 anni» ci racconta Cavina. «Pregiudizi sulla vittoria? Che lo Strega funzioni in un certo modo non è uno scandalo. Immagino che sotto ci siano interessi più grandi. Ma vede, il mio è il punto di vista di un ragazzo romagnolo che sta sugli Appennini a far le pizze e a fare il babbo. Alla cerimonia per la proclamazione dei finalisti ci sono andato in maglietta con lo spirito del campagnolo in gita, mica vestito della cresima. Il rispetto per il premio lo porto dentro». Eppure i premi dovrebbero avere un legame forte anche con la letteratura oltre che con gli interessi editoriali: che cosa le impedisce di pensare che potrebbe vincere se ritiene che il suo sia un ottimo romanzo? «Nulla, salvo il fatto che non sono uno scrittore in carriera. Non ho mai pensato di cambiare vita dopo aver pubblicato dei libri e sono ormai diciotto anni che scrivo. I libri sono una cosa in più. Ogni volta che ne faccio uno, ho "salvato" delle storie e mi basta. Altrimenti avrei cambiato editore tutte volte che me lo hanno chiesto, e sono state tante. Mi piace molto, invece, andar per le scuole a parlare dei miei racconti con i ragazzi che usano i miei libri per studiare, credo di essere uno dei maggiori esperti italiani in promozione scolastica. Ora però la devo lasciare, devo andare a far delle pizze. Col forno a legna, lo specifichi». Insieme a Cristiano Cavina, si ritroveranno questa sera, tra reading e brindisi, anche Matteo B. Bianchi di Mtv, lo scrittore Marco Mathieu, e la storica libraia milanese Antonella Viganò. Ognuno regalerà a Cristiano e al pubblico una storia da salvare, proprio come si salvano i frutti in via di estinzione.