Marcuzzi: "Pronta per il Gieffe dieci"

La showgirl fa la strega nella fiction con Pietro Sermonti: leggo sempre il gossip sugli altri, del mio non voglio parlare. E sul <em>Grande fratello</em>: &quot;Non è violento o volgare, lo ammette pure chi non lo ama&quot;

Roma - Bionda, spiritosa, divertente. Ebbene: una volta tanto l’immagine corrisponde alla sostanza: Alessia Marcuzzi è davvero la bionda, spiritosa e divertente che sembra. «Per questo sono felice d’interpretare un personaggio che mi somiglia - dice di Un amore di strega (il tv movie di Angelo Longoni, da domani in prima serata su Canale 5) -. Erano anni che desideravo un ruolo brillante. Finora mi vedevano sempre, chissà perché, come donna seria. Facevo il giudice, la poliziotta, la carabiniera...». Ed eccola trasformata in strega: una fattucchiera suo malgrado, innamorata di un cinico manager (Pietro Sermonti) ma incorreggibilmente confusionaria. «Una quasi identica a me, insomma - ride -. Che a 37 anni mi sento ancora un po’ bambinona».

Mediaset batte il ferro finché è caldo. Dopo il trionfo della conduttrice del «Grande Fratello», ritorna in video come attrice.
«Il mio vero sogno, fin da quando a 18 anni cominciai questo mestiere, era quello di recitare. Oggi riesco a fare entrambe le cose. Basta non confondersi: quando conducevo Le Iene e contemporaneamente giravo Carabinieri, sul set dovevo stare attenta a non parlare alla telecamera, come invece facevo in studio. E a usare un tono di voce normale, al posto di quello urlato dello show».

Perché dice che il ruolo le somiglia?
«Ma perché nella vita di tutti i giorni io sono un disastro! Riesco a organizzarmi solo per mio figlio Tommaso, che ha 8 anni; per tutto il resto non tengo nemmeno un’agenda degli appuntamenti. Tutto al contrario del lavoro, dove devo avere tutto sotto controllo».

Dell’attrice brillante ha vivacità, simpatia e perfino il colore dei capelli. A quale strega del cinema s’è ispirata?
«Le conosco tutte: da Kim Novak a Nicole Kidman. Ma ho cercato di rifarmi a un’eccellente interprete di commedie sentimentali: Cameron Diaz. Lei ha l’andatura sbarazzina, e, quando s’arrabbia, il modo buffo di stringere i pugni che vorrei avere io».

Se la somiglianza fra ruolo e interprete arrivasse ai poteri magici, per cosa userebbe la sua bacchetta?
«Ecco una domanda che richiederebbe una risposta spiritosa. Ne darò invece una banale, ma sincera. Per ricostruire le case distrutte dal terremoto in Abruzzo».

Se non lo conducesse, che cosa penserebbe del «Grande Fratello»? E quale altro reality guarderebbe?
«Lo troverei un programma molto ben fatto. Anche chi non lo ama deve ammetterlo: non è violento, sguaiato o volgare. I concorrenti non vengono presi in giro, come invece accade a quelli dell’Isola dei famosi, alle spalle dei quali ci si può divertire perché sono dell’ambiente. Quale altro reality guarderei? L’isola dei famosi. Che infatti guardo regolarmente».

E arriverà alla quinta conduzione del Gieffe, presentando l’edizione del decennale?
«Non ne so ancora nulla, giuro: non è stato ancora deciso niente. Ma io sono disponibilissima. Vorrei un po’ vedere! Sculaccerei quei colleghi che si lamentano del nostro lavoro: noi siamo dei privilegiati. La mia bacchetta magica io l’ho già ricevuta: da ragazzina sognavo il mondo dello spettacolo. Ecco, la magia è avvenuta. E dovrei pure fare la difficile?».

A proposito dei colleghi: lei è una delle poche che sembrano sfuggire il gossip. E ora ne sta divenendo preda, visto il suo flirt con il protagonista del tv movie, Pietro Sermonti...
«Di questo non parlo. Posso solo dire che il gossip diverte anche me, quando ne leggo. Ma non ne sono protagonista. Non sono mondana, la sera non esco, non vado a feste, a prime. E non tento mai di nascondermi, neppure quando vado a fare la spesa al supermercato. Sì: vado regolarmente al supermercato, che c’è di strano? È un luogo che adoro: ci girerei volentieri un film».

E a proposito di film, il cinema non l’alletta più?
«Ormai sono troppo televisiva. Non credo che funzionerei sulla celluloide. E infatti girerò presto una sit-com, con Debora Villa: Vous les Femmes. Sognavo il cinema, è vero. Ma non si può avere tutto».