La Marcuzzi torna in pista Facchinetti fa solo il papà

Roma Qui di star ce n’è una sola. Si chiama Mia. E in sole sei settimane di vita ha sbaragliato tutte le concorrenti. Non ci sono flop di Star (Academy) né frettolose ripartenze di Gieffe che tengano quando una bimba «ti fa camminare a dieci centimetri da terra». Così provate a spegnere i sorrisi di papà Francesco e mamma Alessia interrogandoli sugli ultimi brutti eventi televisivi... non ce la farete. «Siamo talmente concentrati sulla nostra piccola - spiega serenamente la Marcuzzi - che tutto il resto riusciamo a lasciarlo fuori dalla porta di casa». Certo, non è tutto così semplice, soprattutto per due personaggi che lavorano in un mondo di apparenza, successo, esibizionismo. E quando ti trovi di fronte a una brutta pagina come quella di Star Academy, in qualche modo ne risenti. Così, ecco come appare in questi giorni la coppia più «in» del momento: nella vita privata, in vorticosa felicità per la nascita di Mia, e, invece, nella carriera, su due binari diversi: lui, reduce da uno dei flop più brutti della Tv (di cui in spregio a qualsiasi logica non si celebra neppure una parvenza di finale), lei, invece, fresca come una rosa a poche settimane dal parto, in procinto di rimettersi al timone di un’altra brillante stagione di Grande Fratello (che ricomincia lunedì su Canale 5).
Certo, mica si può imputare a Francesco (o solo a lui) un programma perso e neppure si può viver male per uno show sbagliato, però sta di fatto che ha inanellato una serie di cadute (da Il più grande italiano di tutti i tempi a Ciak si canta). C’è chi come Simona Ventura sostiene che lui «deve stare fermo un po’ e riflettere», (e lui ieri le ha risposto per le rime); altri, specie sul web, che lo hanno sommerso di critiche per aver abbandonato la nave mentre affondava. «Certo, sono cose che fanno dispiacere, sappiamo bene che chi fa questo lavoro vive anche di successo e di narcisismo - non nasconde Alessia -, ma fanno male soprattutto le critiche ingiuste o quelle che arrivano dai colleghi. Per fortuna, nella vita ci sono cose molto più importanti e per noi questo è un momento bellissimo». Soprattutto per lei, che si lascia andare (solo un pochino) dopo l’incontro per presentare la dodicesima edizione del Gieffe. Ecco le novità di uno show che, dopo tanti anni, deve trovare ancora qualcosa da dire. Se è possibile, sarà ancora più lungo: la scorsa stagione furono 27 le puntate di prime time, stavolta ancora di più, ma non si sa quante, si va avanti finché il pubblico non ne può più. Questione di business: rende molto più di quel che costa. Per renderlo più vivace, si darà il tormento ai concorrenti: non solo affronteranno il giudizio del pubblico, ma saranno continuamente messi alla prova (con possibile eliminazione).
Lunedì ne entreranno sedici (dopo la rituale selezione iniziale tra una rosa di venti). Tra questi, una buona percentuale è costituita da giovani alle prese con la crisi economica, senza lavoro, spaventati dalla mancanza di prospettive, in situazioni di disagio, arrabbiati con la politica e con il mondo. Insomma, la triste realtà di una generazione messa sotto vetro a Cinecittà. «Non siamo andati noi a cercare storie brutte - ricordano il capo progetto Andrea Palazzo e il direttore di Endemol Paolo Bassetti - si sono presentati da soli un gran numero di giovani con le stesse problematiche». E a chi si ostina a dubitare della naturalezza dei concorrenti e delle loro storie e della «moralità» del programma, ormai gli autori non oppongono neppure più la formula abusata di «esperimento sociologico», ma onestamente sostengono la naturale «evoluzione» di un programma che è anche talk, varietà, sceneggiatura (tanto che pure Matteo Garrone realizzerà un film intitolato Big House), insomma un «bel romanzo popolare» senza inutili pretese di realismo. C’è pure un bel principe indiano, tale Kiran, che aggiungerà un tocco di favola esotica... E per le fan (svela il sito Davide Maggio) il bellissimo modello Mario Ermito e il prezzemolino degli show televisivi Luca Di Tolla.