Mare del Nord minacciato dal petrolio

Circa 4mila metri cubi di greggio si sono riversati in mare al largo delle coste norvegesi durante il carico a bordo di una nave. E' il secondo peggior disastro ecologico della storia della Norvegia

Oslo - Una grossa fuoriuscita di petrolio si è verificata in una piattaforma offshore nel Mare del Nord. Lo si è appreso oggi dalle autorità norvegesi, secondo le quali si tratterebbe delle più estesa fuga di idrocarburi nella storia del regno. La fuoriuscita di petrolio si è verificata dalla piattaforma offshore di Statjord A. "Ci sono tre grosse fughe verificatesi in collegamento col trasbordo di petrolio dalla piattaforma a una nave" ha dichiarato Inger Anda il portavoce della Petroleumtilsyn, l’ente responsabile delle questioni di salute e ambientali nel settore petrolifero del governo norvegese. Secondo le prime stime rese note dall’ente circa 3.840 metri cubi di petrolio (24.150 barili) si sono riversati in mare. "È la seconda e la più importante diffusione di petrolio in mare della storia della Norvegia" ha precisato la Petroleumtilsyn.

Precedente L’ultima fuoriuscita di petrolio risale al 1977 quando a causa di un’esplosione sulla piattaforma Bravo si erano riversati in mare 12mila metri cubi di idrocarburi. La StatoilHydro in un comunicato ha indicato che la fuga è avvenuta dopo il rifornimento della nave cisterna "Navion Britannica". Alcuni aerei ed elicotteri si sono recati sul luogo per stimare l’entità della perdita, ha fatto sapere la compagnia. La piattaforma di Statfjord, uno dei giacimenti petroliferi più importanti della Norvegia, è situata circa 200 chilometri a ovest della città di Bergen, lungo il confine marittimo britannico del Mare del Nord.