La mareggiata diventa spot elettorale

L’avevamo annunciata ed eccola qua, The dark side of the moon, il lato oscuro della luna, quello che sarebbe sbagliato non riconoscere al presidente della Regione Claudio Burlando, quello da cui il centrodestra ha molto da imparare.
E cioè che - in mezzo a manovre elettoralistiche, a pubblicità mascherata da iniziative istituzionali, a inaugurazioni di opere già inaugurate, a fondi già stanziati in epoche paleozoiche spacciati per nuovi - il governatore ligure sta facendo un’attività assolutamente meritevole di menzione: parlare con i cittadini, girare la Liguria come una trottola, incontrare il maggior numero di persone possibile prima delle elezioni, rispondere alle domande.
Poi, certo, spesso domande e risposte sono concordate; spesso si tratta solo di passerelle elettorali con i sindaci dei paesi visitati che si prestano cortesemente al ruolo di comparsa; spesso agli incontri con i cittadini ci vanno i cittadini adeguatamente preparati all’incontro dagli amici e dagli amici degli amici.
Però. Però, intanto, Burlando ci va. Intanto, Burlando sta girando la regione. Intanto Burlando spiega che decine e decine di interventi sono suoi. Poi, magari, non tutti sono suoi. Magari pochi sono suoi. Magari alcuni non sono nemmeno interventi. E qui è la prima luna indicata dal dito.
Ma, come abbiamo spiegato sabato, c’è anche un’altra luna. Altrettanto, se non più, luminosa. Ed è quella che illumina i viaggi di Burlando, un vero diesel delle campagne elettorali, che ha un programma di viaggi e inaugurazioni in Liguria in grado di mettere al tappeto chiunque. Funziona così: lui va in un paese, anche minuscolo, taglia un nastro di un’opera pubblica qualunque, saluta, stringe mani, poi si trasferisce nella sala consiliare o nella sede della società di mutuo soccorso o nella sala parrocchiale e risponde alle domande dei cittadini, risalutandoli calorosamente alla fine dell’incontro.
Tutto questo moltiplicato probabilmente per tutti i 235 Comuni della Regione, nessuno escluso, nemmeno Rondanina, per un totale di almeno 100mila contatti diretti, esclusi quelli attraverso giornali, radio e televisione. Stima per difetto, dello stesso Burlando.
Una campagna che ricorda da vicino quella del 2005, quando Burlando aveva dalla sua anche l’handicap di non governare e di non avere soldi da vendere in giro. In quell’occasione, Claudio fu meglio di Zelig: spiegò di essere figlio di cacciatori fra i cacciatori e ambientalista fra i verdi; pio in processione e laico fra i laicisti. Poi stravinse. (...)