Maremma, ecco i girasoli di celle fotovoltaiche

È il primo esempio di azienda agricola che sfrutta pannelli rotanti. Vecchioni (Confagricoltura): «Al via in estate»

Girasoli fatti di celle fotovoltaiche. È la nuova piantagione che spunterà in Maremma, nel comune di Roccastrada (Grosseto). E convertiranno la luce solare in elettricità. Si tratta del primo esempio in Italia di azienda agricola che sfrutta pannelli fotovoltaici rotanti, tecnicamente «inseguitori solari», apparecchi che si orientano seguendo il sole durante la giornata. L’azienda agricola in cui sono stati installati si chiama «Tenuta Cicalino», la parte «tecnologica» dove fisicamente sono stati impiantati i pannelli è «Il Ceppo» e si può definire una «gemmazione» hi-tech della tenuta stessa e corrisponde all’area su cui sono stati impiantati i «girasoli speciali». Il titolare è Federico Vecchioni, che ricopre anche la carica di presidente di Confagricoltura. L’impianto, che sarà operativo entro l’estate, genererà un Megawatt di potenza. I terreni su cui verrà installato sono coltivati a grano duro, girasole e ulivi e la produzione non diminuirà perché questo particolare tipo di pannelli poggia su basamenti dalla superficie ristretta e sono sollevati rispetto al suolo, quindi né le coltivazioni né il pascolo vengono compromessi dal loro minimo ingombro.
Tra l’altro è stata fatta attenzione a occupare solo una superficie marginale e poco produttiva, pari a 4,5 ettari di terreno. «Sono stati investiti circa 7 milioni - spiega Vecchioni -; l’investimento è stato reso possibile sia dalla Fiditoscana che ci ha concesso il finanziamento, sia dalle agevolazioni fiscali in tema di energie rinnovabili». La Toscana è una delle regioni in cui il sole non manca e, considerando la potenza dell’impianto e le ore di sole giornaliere, a regime l’impianto dovrebbe arrivare a produrre circa 1.560 kilowattora. «Eravamo indecisi tra un impianto che sfruttasse il biogas e quello fotovoltaico - continua Vecchioni - ma abbiamo optato per il fotovoltaico, spinti soprattutto dall’incentivo pubblico, non da poco, del conto energia, che ci ha riconosciuto 0,47 euro per kilowattora prodotto che ci verrà erogato dal GSE. Se ci aggiungiamo anche i guadagni provenienti dalla vendita dell’energia stessa, “rientreremo” in circa sette anni dall’attivazione dell’impianto e dovremmo quindi iniziare a registrare i primi guadagni dall’ottavo anno in poi». L’energia prodotta sarà utilizzata per usi civici e destinata ad alimentare l’area industriale e artigianale del Comune di Roccastrada. L’iniziativa ha riscosso molto favore nella zona e i cittadini hanno accolto di buon grado, senza alcun pregiudizio la nuova installazione, anche considerando i vantaggi in termini socio-economici. Per ora i terreni sono ancora in affitto, come prevede la normativa quando la produzione energetica è destinata a usi civici, ma Vecchioni si propone, leggi permettendo, di acquistarli nei prossimi anni e già ha in programma di tentare anche la strada di produzione energetica da olio vegetale, con un impianto da uno o due MW.
Per la distribuzione commerciale e la collocazione sul mercato Vecchioni si avvale della partnership di Gea Commerciale, una società per azioni che opera già nel mercato del metano. Anche Fiditoscana, la partner finanziaria, ha accettato senza riserve la richiesta di finanziamento del progetto.